{"id":1492,"date":"2015-03-28T10:25:22","date_gmt":"2015-03-28T09:25:22","guid":{"rendered":"http:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/?p=1492"},"modified":"2015-06-03T11:14:11","modified_gmt":"2015-06-03T09:14:11","slug":"la-passione-di-cristo-di-mel-gibson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/la-passione-di-cristo-di-mel-gibson\/","title":{"rendered":"La Passione di Cristo di Mel Gibson"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1492?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1492?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><a href=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image-0001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1485\" src=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image-0001-212x300.jpg\" alt=\"La Passione di Cristo\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image-0001-212x300.jpg 212w, https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image-0001-723x1024.jpg 723w, https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image-0001-70x100.jpg 70w, https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image-0001-54x77.jpg 54w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<em>La Passione di Cristo<\/em> (<em>The Passion of the Christ<\/em>) \u00e8 un\u00a0film scritto e diretto da Mel Gibson, attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense. \u00c8 uscito nelle sale degli USA il 25 febbraio 2004 (Mercoled\u00ec delle Ceneri), mentre nelle sale dell\u2019Italia il 7 aprile 2004 (Mercoled\u00ec Santo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il film \u00e8 aperto dalla citazione di un versetto del Libro di Isaia (53,5: dai cosiddetti \u00abcarmi del Servo sofferente\u00bb), scritto nell&#8217;VIII sec. a.C., che la tradizione cristiana riferisce a Ges\u00f9, giusto perseguitato. La vicenda si concentra sulle ultime ore della sua vita, dall&#8217;arresto nell&#8217;Orto degli Ulivi, al processo sommario presso il Sinedrio e Ponzio Pilato, alla sua atroce flagellazione, fino alla morte in croce e risurrezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trama del film cerca di seguire il racconto dei Vangeli creando una sinossi-armonizzazione di essi, data la loro complementarit\u00e0. Alcune delle scene sono tratte dai diari di Anna Katharina Emmerick, una mistica tedesca vissuta tra il 1774 ed il 1824, in particolare dal suo libro <em>La dolorosa Passione del Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo<\/em> e da <em>La mistica citt\u00e0 di Dio<\/em> di Maria di Agreda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ricreare maggior realismo, il film \u00e8 stato interamente girato in latino e in aramaico, le lingue del tempo, e sottotitolato nelle lingue moderne. La ricostruzione dei dialoghi in aramaico, lingua che nella versione parlata allora in Giudea (il cosiddetto \u201caramaico maccabaico\u201d) ci \u00e8 nota solo con una certa approssimazione, \u00e8 stata affidata al gesuita statunitense William Fulco, mentre per il latino \u00e8 stata scelta la pronuncia ecclesiastica in luogo della <em>restituta<\/em>, verosimilmente utilizzata dai Romani di quel periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II film \u00e8 stato interamente lavorato in Italia, con un cast in prevalenza composto da attori italiani. Gli esterni del film sono stati girati in Basilicata nelle citt\u00e0 di Matera e Craco, paese fantasma della provincia materana. Gli interni del film presso gli studi di Cinecitt\u00e0 a Roma. Le riprese del film si sono svolte tra il 4 novembre 2002 al 13 gennaio 2003.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono molti gli aneddoti che girano attorno alla lavorazione del film, avvenuta su un set blindato, nel freddo inverno. Il coinvolgimento emotivo e spirituale \u00e8 stato forte anche da parte di chi non si potesse dire credente: si parla di conversioni come quella dell&#8217;attore Pietro Sarubbi (Barabba), che ha dichiarato di aver abbracciato il cristianesimo proprio sul set della pellicola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;interprete del Cristo, l&#8217;attore cattolico statunitense James Caviezel, \u00e8 stato assistito per tutte le riprese da un sacerdote; nelle pause di lavorazione recitava il rosario, per trarre ispirazione. Nella maggior parte delle scene nel film dove vi \u00e8 Ges\u00f9 morente sulla croce, l&#8217;attore Caviezel \u00e8 stato sostituito con una fedele ricostruzione robotica\u00a0 del valore di circa 350.000 $. Un eccellente &#8220;lavoro in ecopelle&#8221; in modalit\u00e0 &#8220;animatronic&#8221; (animazione elettronica) per muovere la testa e gli arti, ansimare e far uscire fiotti di sangue. Un vero gioiello tecnologico, creato dal maestro degli effetti speciali Keith Vanderlaan, aveva gi\u00e0 esibito le sue truculente qualit\u00e0 in altri film come <em>Dracula<\/em> e <em>Hannibal<\/em>. Caviezel ha comunque girato le scene sulla croce, ma solo quelle dove recitava. Tra l&#8217;altro gir\u00f2 quelle scene in cui era pieno inverno e c&#8217;erano a malapena 5 gradi a Matera; un forte vento e gli cost\u00f2 ipotermia e polmonite. La ricostruzione robotica \u00e8 stata usata per il momento dell&#8217;inchiodamento alla croce e per le riprese in cui Cristo non dialoga, per le scene d&#8217;effetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella scena in cui il primo chiodo viene puntato nel palmo della mano di Cristo e inchiodato, la mano dell&#8217;inchiodatore \u00e8 quella di Mel Gibson. \u00c8 sempre la mano di Gibson che aiuta ad alzarsi Monica Bellucci\/Maria Maddalena nella scena in <em>flashback<\/em> della lapidazione. Per la flagellazione invece \u00e8 stato appliccato un accurato <em>make-up<\/em> sul dorso e torace dell&#8217;attore, in modo da avere l&#8217;effetto della carne lacerata dalle fruste munite di uncini (flagelli) dei soldati pi\u00f9 realistico possibile, anche se durante l&#8217;esecuzione del flagello gli interpreti dei soldati romani simulavano con le fruste (prive di uncinetti sulle corde) di colpire il dorso di Caviezel, successivamente durante la post produzione tramite la CGI sono stati applicati sia gli uncinetti alle corde delle fruste nel momento del colpo, che l&#8217;effetto dei tagli sulla pelle dell&#8217;attore.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Accoglienza e critica<\/strong><\/h2>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Copertina-protagonisti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1502\" src=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Copertina-protagonisti-150x150.jpg\" alt=\"Copertina (protagonisti)\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Copertina-protagonisti-150x150.jpg 150w, https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Copertina-protagonisti-66x66.jpg 66w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>La Passione secondo Mel Gibson<\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Massimo Giraldi*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo <strong><em>L&#8217;uomo senza volto <\/em><\/strong>(1993) e <strong><em>Braveheart <\/em><\/strong>(1995), <strong>Mel Gibson <\/strong>mette in scena un progetto che meditava da tempo: \u00abDodici anni fa ho avuto una profonda crisi. In quel periodo di confusione e di dolore ho capito che avevo bisogno di un grande aiuto<strong>. <\/strong>Ho trovato conforto rileggendo i Vangeli, in particolare la Passione. E&#8217; allora che mi \u00e8 venuta voglia di farne un film\u00bb. La pellicola inizia evocando un passo emblematico di Isaia: \u00abMolti si stupirono di lui tanto era sfigurato per essere d&#8217;uomo il suo aspetto&#8230; Eppure si \u00e9 caricato delle nostre sofferenze, si \u00e8 addossato i nostri dolori&#8230; Era come un agnello condotto al macello\u00bb (cfr. Is 54). Citazione che in qualche modo indica\u00a0la specifica prospettiva del regista, che cos\u00ec si inserisce di fatto nella lunga frequentazione che la settima arte intrattiene con la vicenda di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il desiderio di rappresentare il sacro, di dare forma al mistero di Dio rivelato in Ges\u00f9 non solo \u00e8 un&#8217;aspirazione legittima, ma risponde anche ad un&#8217;esigenza della fede cattolica che riconosce nell&#8217;incarnazione del Figlio di Dio la rivelazione piena e definitiva del Padre. Da qui scaturirono, nelle varie espressioni artistiche (dalla pittura alla scultura, e assai pi\u00f9 tardi nel cinema), modi differenti per rappresentare la vita di Ges\u00f9 che corrispondono ad altrettante personali interpretazioni di tale vicenda.\u00a0La molteplicit\u00e0 delle stesse rappresentazioni cinematografiche compongono ormai una sorta di antologia visiva che, mentre contribuisce ad accedere a parte almeno del mistero di Ges\u00f9, nel contempo attesta la relativit\u00e0 e la precariet\u00e0 di qualsiasi interpretazione rispetto alla verit\u00e0 di Ges\u00f9. Alla Chiesa stessa non \u00e8 bastato un Vangelo &#8211; ne ha infatti ben quattro &#8211; e questo, certo, non per debolezza o imprecisione narrativa quanto piuttosto per una necessaria polifonia nel consegnarci la pienezza della verit\u00e0 sulla figura di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; necessario dunque, per accostarsi a <strong><em>The Passion<\/em><\/strong>, assumere la consapevolezza che il cinema non si incarica primariamente di uno sguardo documentaristico sulla realt\u00e0. Anche quando si ispira ad una vicenda storica, il cinema col suo gioco di sguardi e di finzione mette in campo una peculiare forza trasfiguratrice di quella vicenda, a partire dall&#8217;immaginazione e, non indifferente, dal modo personale di rileggere quanto sar\u00e0 rappresentato e dunque dal contesto culturale nel quale l&#8217;autore vive (basti pensare ai differenti contesti per film come l&#8217;americano <strong><em>Jesus Christ Superstar <\/em><\/strong>\u2013 1973 \u2013 di Norman Jewison e l&#8217;italiano <strong><em>Vangelo secondo Matteo <\/em><\/strong>\u2013 1964 \u00a0\u2013 di Pier Paolo Pasolini). In questo caso Mel Gibson, basandosi sui quattro Vangeli, su qualche fonte apocrifa e sugli scritti della mistica tedesca <strong>Anna Caterina Emmerick<\/strong>, mette in scena il dramma delle ultime 12 ore della vita di Ges\u00f9 (ruolo interpretato dal trentatreenne Jim Caviezel), nelle quali la tensione drammatica di quella intera vita trova il proprio compimento.\u00a0La prospettiva dunque di Gibson non si colloca nell&#8217;alveo della classica iconografia di stampo romantico (di cui <strong><em>Ges\u00f9 di Nazareth <\/em><\/strong>\u2013 1977 \u2013 di Franco Zeffirelli \u00e9 codificazione esemplare) e opta decisamente per un&#8217;interpretazione del volto sfigurato di Ges\u00f9 evocante le rappresentazioni iconografiche del cinquecento e del seicento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo scenario si spiega il ricorso a due lingue, come l&#8217;aramaico e il latino, che pur non potendo avere alcuna valenza documentaristica, conferiscono tuttavia al film una ineludibile intensit\u00e0. Stratagemma, quello delle lingue, che, unitamente al recupero di alcune varianti della devozione tradizionale, assegna all&#8217;opera di Mel Gibson una tensione drammaturgica di grande rilievo. La narrazione procede secondo le scansioni classiche della <em>via crucis<\/em>, dall&#8217;incontro con la Veronica alle cadute di Ges\u00f9 sotto il peso della croce. Dosando inoltre con una certa sapienza l&#8217;uso del <em>flash back<\/em> sull&#8217;infanzia di Ges\u00f9 e pi\u00f9 spesso ancora centrando con efficacia sull&#8217;ultima cena, il film suggerisce una lettura unitaria della vicenda storica di Ges\u00f9, in particolare un&#8217;unicit\u00e0 di sguardo sullo stesso mistero di salvezza. Infatti, si inscena con raffinata delicatezza il rapporto di Ges\u00f9 con Maria \u2013 straordinaria l&#8217;interpretazione di Maia Morgenstern \u2013 rapporto che trova il suo culmine nell&#8217;abbraccio di piet\u00e0 della deposizione. Efficace \u00e9 anche il profilo con cui si evocano i vari personaggi; seppur va segnalato che l&#8217;inevitabile processo di schematizzazione dei ruoli non deve condurre a fraintendimenti: ad esempio, la responsabilit\u00e0 della condanna inflitta a Ges\u00f9 non \u00e8 di un popolo, ma dell&#8217;intera umanit\u00e0 peccatrice, cui peraltro non mancano di rinviare i vari soggetti coinvolti. Accanto alle particolari &#8220;soggettive&#8221; su Ges\u00f9, si ricorda l&#8217;inquadratura dall&#8217;alto situata qualche istante prima della morte sul Calvario, che ad un tratto si trasforma in goccia d&#8217;acqua: cadendo vertiginosamente sulla terra accanto alla croce di Ges\u00f9, segna l&#8217;inizio del terremoto e la rovina del tempio. Una inquadratura che pu\u00f2 evocare il pianto di Dio sul figlio Ges\u00f9 che sta morendo. Allo stesso regista capiter\u00e0 di affermare: \u00abIl vero messaggio del mio film \u00e9 il perdono. La lacrima di Dio che piove dal cielo nel momento in cui Ges\u00f9 muore significa questo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli aspetti che richiede una qualche precisazione \u00e8 costituito dalla rappresentazione che si fa della violenza su Ges\u00f9. \u00abQuello che mi ha sempre colpito della Passione \u2013 ammette Mel Gibson \u2013 \u00e8 stata la capacit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, diventato uomo, di sottoporsi a una sofferenza indicibile per amore dell&#8217;umanit\u00e0. Non potevo non mostrarla in tutta la sua forza e fin nei particolari. Forse sono le immagini pi\u00f9 scioccanti che abbia mai visto in un film, ma dovevo farle vedere\u00bb. Dinanzi per\u00f2 a s\u00ec tanta violenza, enfatizzata non solo da immagini continuamente reiterate, ma anche dall&#8217;utilizzo del <em>rallenty<\/em>, \u00e8 il caso di rammentare che la morte di Ges\u00f9 in croce ci salva non per la quantit\u00e0 del dolore subito \u2013 per quanto incalcolabile \u2013, ma per il fatto che Ges\u00f9 ha vissuto l&#8217;infamante patibolo e l&#8217;immenso supplizio in assoluta fedelt\u00e0 al Padre e in piena apertura d&#8217;amore all&#8217;umanit\u00e0. La prospettiva della risurrezione, che nei Vangeli \u00e9 la chiave di tutto, non pu\u00f2 circoscriversi all&#8217;inquadratura conclusiva, in quanto costituisce il codice interpretativo interno dell&#8217;intera passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*<strong>Massimo Giraldi, <\/strong>giornalista e critico cinematografico, segretario della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana (Fonte: <a href=\"http:\/\/www.saledellacomunita.it%20\/pls\/acec\/v3_s2ew_consultazione.%20mostra_paginawap?id_pagina=458\">http:\/\/www.saledellacomunita.it \/pls\/acec\/v3_s2ew_consultazione. mostra_paginawap?id_pagina=458<\/a>)<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><strong><em>T<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1508\" src=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Gibson-con-Ges\u00f9-insanguinato-150x150.jpg\" alt=\"Gibson con Ges\u00f9 insanguinato\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Gibson-con-Ges\u00f9-insanguinato-150x150.jpg 150w, https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Gibson-con-Ges\u00f9-insanguinato-66x66.jpg 66w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>he Passion<\/em><\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Rino Cammilleri*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho avuto il privilegio di poter assistere a una visione riservata del gi\u00e0 famosissimo film di Mel Gibson <em>The Passion of the Christ<\/em>, lavoro cinematografico che detiene un singolare record: \u00e8 senz&#8217;altro il film pi\u00f9 discusso della storia, ma in anticipo, cio\u00e8 ancor prima della proiezione nelle sale. L&#8217;attesa \u00e8 stata enorme e negli Stati Uniti, dove \u00e8 uscito il 25 febbraio, \u00e8 stato distribuito in 4500 sale; per un paragone, si pensi che <em>The Return of the King<\/em>, l&#8217;ultimo della \u201ctrilogia dell&#8217;Anello\u201d, di sale ne ha avute 300 in meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, molto merito di questo lancio senza precedenti lo si deve, \u00e8 inutile nasconderselo, alle polemiche innescate da quelle associazioni ebraiche che hanno accusato il film di antisemitismo. A questo proposito leggevo su \u00abIl Giornale\u00bb del 15 febbraio u.s. gli stralci di una lettera aperta che il rabbino Daniel Lapin aveva pubblicato <em>on line<\/em> riguardo al film. In essa si scuoteva la testa per \u00abquelle organizzazioni ebraiche che hanno sprecato tempo e soldi inutilmente nella protesta\u00bb; infatti, \u00abhanno sperato di bloccare il film, invece lo stanno promuovendo\u00bb. Di pi\u00f9: \u00abNel pubblico di tutta l&#8217;America sto incontrando un sentimento di amarezza verso le organizzazioni ebraiche che insistono nel dire che credere nel Nuovo Testamento significa dar prova di antisemitismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0, perch\u00e9 il regista si \u00e8 limitato a praticamente copiare, usando il racconto evangelico come, appunto, un copione gi\u00e0 pronto. In effetti, senza le polemiche che lo hanno proceduto di almeno un anno, quel film sarebbe uscito praticamente in sordina e non si sarebbe creata quell&#8217;attesa che, invece, c&#8217;\u00e8 stata e c&#8217;\u00e8. <strong>Tutti non vedono l&#8217;ora di vederlo<\/strong>, e tutti, c&#8217;\u00e8 da giurarci, lo vedranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo effetto-<em>boomerang<\/em> \u00e8 l&#8217;ultimo dei miracoli di questo straordinario (a quanto pare) film. Il protagonista Jim Caviezel ha, infatti, raccontato a \u00abNewsweek\u00bb che, mentre stavano girando le ultime scene del Sermone della Montagna, un italiano si \u00e8 rivolto a Mel Gibson in perfetto inglese (mai era stato sentito prima e non si pensava ne fosse capace) ed ha fermamente consigliato di andar via. Il tono autorevole e i nuvoloni all&#8217;orizzonte hanno convinto lo stupito regista. Proprio nell&#8217;esatto momento in cui la <em>troupe<\/em> ha iniziato la discesa si \u00e8 scatenato il finimondo con fulmini e saette: una folgore ha colpito la croce e un&#8217;altra l&#8217;ombrello del protagonista, che ha avuto i capelli e le dita della mano bruciacchiati. <strong>Caviezel \u00e8 un cattolico da messa quotidiana, cos\u00ec come Gibson<\/strong>. L&#8217;attrice che fa la Madonna \u00e8 un&#8217;ebrea di cognome Morgenstern, che in tedesco significa \u00abstella del mattino\u201d e che, coincidenza, \u00e8 uno dei tradizionali appellativi della Vergine. Insomma, ce n&#8217;era di che stuzzicare la curiosit\u00e0. Ed \u00e8 con somma curiosit\u00e0 che, infatti, mi sono precipitato a vederlo, quel film, in una saletta improvvisata e in compagnia di una decina di giornalisti selezionati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il film \u00e8 davvero bello, a tratti anche commovente<\/strong>. E&#8217; stato detto che \u00e8 violento, ma \u00e8 solo realistico: un uomo flagellato col tremendo <em>flagrum<\/em> romano (una frusta di catenelle metalliche terminante con punte acuminate) non pu\u00f2 che uscirne con la carne a brandelli e letteralmente coperto di sangue; e cos\u00ec \u00e8 nel film. Corre voce che l&#8217;autore si sia ispirato anche alle visioni di <strong>Anna Katharina Emmerick<\/strong>, la suora stigmatizzata che nei primi decenni dell&#8217;Ottocento affid\u00f2 le sue esperienze mistiche al poeta tedesco Clemens von Brentano. Potrebbe essere, dal momento che nel film Cristo porta la croce intera, laddove i due ladroni reggono sulle spalle (pi\u00f9 correttamente da un punto di vista storico-archeologico) solo la barra orizzontale, lo <em>stipes<\/em>. Il Cristo in croce, poi, mi ha fatto ricordare un dipinto di s. Alfonso de&#8217; Liguori (il Santo e Dottore della Chiesa era anche pittore, oltre che musicista, teologo moralista e fondatore): in esso il Crocifisso \u00e8 come inondato di sangue, cos\u00ec come appare nel film e come davvero deve essere stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, la domanda da 100 milioni di dollari, quella che pi\u00f9 urge \u00e8 questa: il film \u00e8 realmente antisemita? Posso rispondere solo cos\u00ec: dal momento che c&#8217;era questa particolare polemica in atto, ho scrutato attentamente gli eventuali segni di antisemitismo (cosa a cui non avrei nemmeno pensato senza la pulce nell&#8217;orecchio) e devo dire che, semmai, ne ho trovati parecchi di antiromanismo. S\u00ec, a farci la figura peggiore sono proprio i romani, la cui brutalit\u00e0 gratuita e ottusa occupa i tre quarti della proiezione. Esistesse una <em>Antidefamation league<\/em> dei romani, Mel Gibson avrebbe davvero passato i guai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, il film \u00e8 <strong>una trasposizione pedissequa del Vangelo<\/strong>, il quale non pu\u00f2 essere certo accusato di antisemitismo, visto che tra i &#8220;buoni&#8221; della Passione mette parecchi personaggi che erano, per forza, ebrei e addirittura un paio di sinedriti come Giuseppe d&#8217;Arimatea e Nicodemo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo dire che il film andrebbe visto almeno due volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, perch\u00e9 nella prima visione si \u00e8 per forza di cose distratti dai sottotitoli e non si gustano i dialoghi in aramaico e in latino. Io, che ho dovuto leggere sottotitolazione in inglese, ne sono stato spiazzato due volte, almeno finch\u00e9 non mi sono costretto a seguire solo l&#8217;audio. Fa davvero impressione ascoltare l&#8217;audio di quel che fu realmente detto allora, e con lo stesso tono. I continui <em>flashback<\/em> che fanno coincidere i momenti pi\u00f9 acuti della Passione con passi del discorso delle beatitudini, della lavanda dei piedi, dell&#8217;ultima cena vanno ascritti all&#8217;arte di Mel Gibson, che si conferma autore di grande cinema. Anche il rimando tra una delle cadute di Cristo sotto la croce e un suo ruzzolone, da piccolo, subito consolato dalla Madre (che ora si strugge impotente perch\u00e9 non pu\u00f2 pi\u00f9 farlo), \u00e8 un tocco di tragica poesia che lascer\u00e0 il segno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, l&#8217;androginia del diavolo e l&#8217;inserimento del serpente nel Getsemani sono passi sia da cineforum che da meditazione. Speriamo che, appunto, i cineforum cattolici colgano la palla al balzo e imparino, finalmente, che si pu\u00f2 fare cinema \u201ccattolico\u201d senza annoiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*<strong>Rino Cammilleri<\/strong>, scrittore e pubblicista, coordinatore di una rete di centri culturali cattolici, collaboratore de \u00abIl Timone\u00bb, una rivista mensile di apologetica cattolica che si propone come strumento da utilizzare per la nuova evangelizzazione (Fonte: <a href=\"http:\/\/www.auditorium%20casatenovo.com\/film5anno\/passion8.htm\">http:\/\/www.auditorium casatenovo.com\/film5anno\/passion8.htm<\/a>)<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Copertina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1503\" src=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Copertina-150x150.jpg\" alt=\"Copertina\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Copertina-150x150.jpg 150w, https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Copertina-66x66.jpg 66w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Fascinoso, inafferrabile Ges\u00f9<\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Dario E. Vigan\u00f2*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo i secoli \u00e8 stato sempre vivo nella Chiesa il problema di dare espressione al volto di Cristo, alle vicende della sua vita, in particolare alla sua passione. Ne sono scaturite anche contese teologiche, e se n&#8217;\u00e8 dovuto occupare persino un Concilio (di Nicea) che nell&#8217;anno 787 affermava: \u00abSe qualcuno non ammette che i racconti evangelici siano tradotti in immagini, sia anatema\u00bb. Si veniva cos\u00ec incontro alla devozione del popolo, soprattutto si affermava la realt\u00e0 dell&#8217;incarnazione del Figlio di Dio, rifiutando ogni riduzione della fede a semplice dottrina, a mito fuori dal tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;arte pittorica e quella della scultura vennero in soccorso a questa esigenza della fede, la quale anche per questa via ribadiva il proprio fondamento storico. In Occidente avvenne in modo diverso che in Oriente, dove l&#8217;icona assunse un valore liturgico, diventando non semplicemente un&#8217;immagine per la fede ma quasi una sua incarnazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Irrealistico tuttavia pensare che ci sia un modo assoluto, unico di raffigurare Ges\u00f9 e i fatti della sua vita. Ogni pittore, anche nella tradizione del &#8220;Volto Santo&#8221;, dice qualcosa del mistero della persona del Figlio di Dio, ma non lo esaurisce. In Occidente, poi, la ricchezza di questo mistero e il suo intrecciarsi con gli interrogativi dell&#8217;uomo, hanno prodotto una pluralit\u00e0 di immagini dove nessuna pu\u00f2 dirsi definitiva; al massimo possono aver l&#8217;ambizione di contribuire ad avvicinare la profondit\u00e0 del mistero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa regola vale anche per l&#8217;arte pi\u00f9 recente della cinematografia, la quale ha gi\u00e0 offerto numerosi volti di Cristo, non sempre (purtroppo) rispondenti all&#8217;altezza del soggetto, come d&#8217;altronde era accaduto e accade per le altre arti. Nella loro variet\u00e0 possono essere accolti come inviti a porre attenzione su Ges\u00f9, a far interrogare sulla sua persona e sulla sua vita, a spingere verso un&#8217;ulteriore ricerca. Sapendo in partenza, o arrivando a capire poi, che l&#8217;avvenimento-Ges\u00f9 supera ogni possibile descrizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la testimonianza deducibile dagli stessi Vangeli. Non \u00e8 per incapacit\u00e0 a narrare i fatti, e tanto meno per scarsa fedelt\u00e0 ad essi, che uno solo dei quattro Vangeli bastava alla Chiesa per dire la pienezza di Cristo: solamente dalla loro sinfonica composizione, e dalla loro collocazione nell&#8217;arco dell&#8217;intera storia della salvezza, viene a noi la certezza della verit\u00e0 sulla persona di Ges\u00f9 Cristo e sulla sua storia. Accolti nella fede della Chiesa che ce li offre,\u00a0i Vangeli sono l&#8217;unico accesso al mistero di Cristo nella sua radicale storicit\u00e0 e nella sua altrettanto radicale trascendenza. Tutto il resto \u2013 in letteratura, arte, scienza&#8230; \u2013 aiuta, scuote, setaccia, avvantaggia la nostra ricerca, ma non sostituisce il racconto dei Vangeli, n\u00e9 lo integra su quello stesso piano, con quello stesso valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi vive in regioni di antica cristianit\u00e0 pu\u00f2 trovarsi in una paradossale condizione di curiosit\u00e0 spenta su Ges\u00f9, come se gi\u00e0 conoscesse tutto e dunque possa permettersi un giudizio di sufficienza o di indifferenza. Per questi l&#8217;esperienza dell&#8217;incontro con un testimone o con un&#8217;opera d&#8217;arte pu\u00f2 avere effetti benefici del tutto impensabili. Pu\u00f2 segnare un itinerario di ripensamento e riscoperta. Tuttavia, non \u00e8 una ricostruzione pi\u00f9 minuziosa o ambiziosamente pi\u00f9 attendibile\u00a0(pi\u00f9 attendibile dei Vangeli?) a dare pi\u00f9 certezza alla fede. Vivendo noi in una cultura massmediale abbiamo mediamente una sensibilit\u00e0 pi\u00f9 spiccata che in altre epoche verso il linguaggio delle immagini. La loro eloquenza talora &#8220;parla&#8221; al nostro cuore, meglio: al cuore dell&#8217;uno o dell&#8217;altro, mai a tutti insieme. E tuttavia non ci sono &#8220;lacune&#8221; nei Vangeli da rimediare mediante il ricorso a ritratti devozionali, narrazioni d&#8217;arte, o a visioni che appartengono all&#8217;esperienza spirituale di singole persone. Tutto pu\u00f2 essere di aiuto, ma tutto va misurato passo passo sul Vangelo, senza unilateralit\u00e0 ingenue o ideologiche che siano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dimensione salvifica di Cristo, e in particolare della sua morte, non si fonda sulla quantificazione del dolore subito. Non vorremmo dover sostituire Ges\u00f9 solo perch\u00e9 a qualcuno, nel corso della storia, \u00e8 stata inflitta una sofferenza fisicamente pi\u00f9 intensa e abbrutente.\u00a0Ges\u00f9 ci salva perch\u00e9 soffrendo, ha vissuto quel dolore certamente immenso e la morte, infamante e maledetta, in assoluta fedelt\u00e0 a Dio, suo Padre, e in piena apertura d&#8217;amore all&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;amore assoluto del Figlio di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* <strong>Dario Edoardo Vigan\u00f2<\/strong>, presbitero, autore di libri e di articoli dedicati al rapporto tra il cinema ed il mondo cattolico, professore ordinario presso la Pontificia Universit\u00e0 Lateranense e docente incaricato presso la Libera Universit\u00e0 Internazionale degli Studi Sociali LUISS \u00abGuido Carli\u00bb di Roma, dal 2004 presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore della \u00abRivista del Cinematografo\u00bb, dal 2013 direttore del Centro Televisivo Vaticano e segretario del Consiglio di Amministrazione del medesimo Centro (Fonte: <a href=\"http:\/\/www.saledellacomunita.it\/%20pls\/acec\/v3_s2ew_%20consultazione.%20mostra_paginawap?id_pagina=457\">http:\/\/www.saledellacomunita.it\/ pls\/acec\/v3_s2ew_ consultazione. mostra_paginawap?id_pagina=457<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">A cura di Piotr Anzulewicz OFMConv<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0La Passione di Cristo (The Passion of the Christ) \u00e8 un\u00a0film scritto e diretto da Mel Gibson, attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense. \u00c8 uscito nelle sale degli USA il 25 febbraio 2004&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":1485,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[9,48,8,32,23],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.3 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La Passione di Cristo di Mel Gibson -<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/circoloculturalesanfrancesco.org\/la-passione-di-cristo-di-mel-gibson\/\" \/>\n<meta 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