Laboratorio di giornalismo 2014/2015 Postato 7 febbraio 2014 da Piotr Anzulewicz

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In risposta all’invito di Papa Francesco, contenuto nel suo primo Messaggio per la 48ª Giornata delle Comunicazioni Sociali dal titolo: «Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro», che si celebrerà il 1 giugno, il «Circolo Culturale San Francesco» di Catanzaro Lido e l’Osservatorio nazionale indipendente sulle politiche dell’Unione europea «Qui Europa» organizzano e realizzano il laboratorio di giornalismo 2014/2015.

Si tratta di un Workshop (dall’inglese “laboratorio”) che vuole esplorare il potenziale della comunicazione, nel mondo sempre collegato e in rete, per farci sentire più prossimi gli uni gli altri. La cultura dell’incontro «richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri»: l’altro può aiutare me a capire meglio. In questo i media, e Internet in particolare, avendo tra le coordinate il messaggio evangelico, possono offrirci «maggiori possibilità d’incontro e di solidarietà fra tutti».

La comunicazione è una sfida appassionante che tuttavia comporta «energie fresche e un’immaginazione nuova», intensità e creatività. Non si può affidare la comunicazione ad una routine meccanica, da ufficio stampa, che si ferma solo a comunicare delle frasi. L’immaginazione cristiana – grazie all’immagine del Buon Samaritano – è in grado di plasmare e di dare forma ad una comunicazione che significa anche un modo di aprirsi al mondo, di inserirsi nel dialogo con gli uomini e le donne di oggi e di comprenderne le attese, le speranze e i dubbi. Ci troviamo immersi in una sorta di “carovana solidale” o circolare. Arroccarsi dentro idee personali, o tradizioni linguistiche e partitiche, significa impedire la fluidità di comunicazione. «La Rete digitale – afferma con forza Papa Francesco – può essere un luogo ricco di unione e di umanità, non una rete di fili e di cavi». I fili e i cavi, se vogliamo, ci aiutano ovviamente, anzi, devono aiutarci – è questa la vocazione della Rete – ad essere più uniti e ad avere una comunicazione più diretta, in grado di superare le barriere e gli ostacoli. C’è una visione profetica della Rete: la Rete è intesa come dono di Dio agli uomini, perché grazie ad essa gli uomini possono essere più uniti e insieme incamminarsi verso la verità.

Obiettivi formativi

Il laboratorio – corso gratuito continuativo – si propone dunque di fornire conoscenze e tecniche necessarie per capire le nuove realtà della Rete, di utilizzare nuovi strumenti di comunicazione, di acquisire tutte le competenze relative all’attività giornalistica e alla realizzazione e gestione di un giornale cartaceo e Web, in un’ottica valoriale, non solo materiale.

Il Workshop si prefigge altresì di avviare alla professione quanti volessero iniziare una collaborazione ed un’esperienza concreta presso la Redazione dell’Osservatorio nazionale indipendente sulle politiche dell’Unione europea «Qui Europa» che a fine corso elargirà una borsa di studio ai cinque migliori studenti dando loro la possibilità di acquisire il tesserino di giornalista pubblicista e di avviare una collaborazione concreta col giornale.

Destinatari

Il laboratorio è rivolto a ragazzi, aspiranti giornalisti e a chi ha intenzione di lavorare nel mondo della comunicazione o vuole approfondire le dinamiche del giornalismo.

Organizzazione didattica

I seminari si terranno ogni giovedì dalle ore 17 alle 19 nel Salone «S. Elisabetta d’Ungheria» situato al lato destro della chiesa «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido. Ogni venerdì (ore 18.30–21) ci sarà eventualmente la possibilità di continuare la formazione partecipando alle Conversazioni di pubblico interesse su importanti questioni di attualità, che si tengono nello stesso Salone, e ai quali è invitata tutta la cittadinanza e tutto il Corpo docente degli Istituti scolastici.

Iscrizione

Per iscriversi basta inviare una mail di conferma all’indirizzo infounicz.europa@gmail.com e comunicare il nominativo alla Presidenza che provvederà a redigere un elenco degli studenti interessati.

Papa Francesco, “comunicatore globale”, ha capovolto lo stile di comunicazione del papato. La sua comunicazione è dialogo, colloquio, giustizia, sincerità, annuncio di fraternità. Il suo è un messaggio universale, rivolto soprattutto alle periferie esistenziali del mondo. I suoi viaggi nazionali e internazionali: Lampedusa, Rio de Janeiro, Cagliari, Assisi, testimoniano questa forza comunicativa che ha il sapore dello straordinario.

La comunicazione in sé, come la conosciamo oggi, ha anche un precursore: Francesco d’Assisi. Il suo carisma da comunicatore ha reso possibile la diffusione della fratellanza umana, universale e cosmica. La grande forza comunicativa trovò nella parola uno degli strumenti più efficaci, facendo suo il concetto latino di «communico»: mettere in comune, rendere partecipe, condividere, scopo principe di una comunicazione che diventa anche comunione con tutto il creato. Frate Francesco – dice il suo primo biografo, fra Tommaso da Celano – aveva fatto di tutto il suo corpo una lingua, senza disdegnare “il gesto” come elemento comunicativo (ad esempio il bacio al lebbroso: Test., vv. 1-2: FF 110). Nel mondo della comunicazione è importante anche l’ascolto. L’Assisiate era un grande ascoltatore, oltre che oratore. Egli amava ascoltare il prossimo, faceva tesoro delle esperienze altrui, accoglieva tutti. Desiderava che tutti potessero coesistere allo stesso livello, mischiandosi ai poveri e ai ricchi e trovando il linguaggio per accedere al loro cuore, passando dalla predicazione nelle chiese alla predicazione nelle piazze.

L’era della globalizzazione impone che la comunicazione possa arrivare nei più remoti angoli del mondo reale, ma altrettanto necessario giungere «negli ambiti creati dalle nuove tecnologie, nelle reti sociali, per far emergere una presenza (…) che ascolta, dialoga, incoraggia» (Papa Francesco). Ciascuno di noi dovrebbe accogliere la sfida di testimoniare i valori in cui crede, la propria identità cristiana, il proprio vissuto culturale, espressi con un nuovo linguaggio, per giungere alla condivisione.

P. Piotr Anzulewicz OFMConv, Presidente del «Circolo Culturale San Francesco»

Dott. Sergio Basile, Direttore del quotidiano «Qui Europa» e Vicepresidente del «Circolo Culturale San Francesco»

5 febbraio 2014, memoria di s. Agata († c. 251), vergine e martire, patrona dei fonditori di campane, dei pompieri e delle donne con il tumore al seno, protettrice tra l’altro di San Marino e di Malta, ma è Catania il centro più folcloristico e religioso del suo culto

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