Ideale del Circolo: cultura e cura dell’altro

Il «Circolo Culturale San Francesco» si distingue da tutti gli altri, nella sua denominazione e nel suo taglio specifico, tale da invogliare personalità che già gravitano nel mondo della cultura a investire sul suo avvenire – ogni socio è anche un investimento – e sollecitarle ad amarlo e prediligerlo. La cultura è sussidio indispensabile per essere pronti alle grandi sfide ed attese del territorio. E il Circolo, attraverso la sua attività qualificata, si troverà nell’epicentro di riflessione e lungo il suo percorso potrà promuovere anche un progetto che illumini la nostra identità greco-romana, giudeo-cristiana, euro-atlantica.

Iniziamo con i tre libri – «memoria storica» e fedeltà creativa al “canone umanistico-evangelico-francescano”. Ci interrogheremo, senz’altro, sulla possibilità del recupero della nostra tradizione e su come tracciare le linee operative per una presenza e un’azione più significativa.

Mi sembra che anche in questo incontro salga forte la richiesta di recupero della nostra identità. Il Circolo, cuore creativo della Parrocchia e della città, “luogo di aggregazione”, osservatorio e laboratorio di ricerche e approfondimenti, potrà fornire un contributo utile in tale direzione. Il ritorno creativo, non statico, alle nostre origini o fonti, alla primitiva ispirazione, la conoscenza seria ed esistenziale delle nostre radici, del nostro patrimonio culturale, del pensiero francescano – che conferì coerenza e coesione anche alla scuola francescana, è oggi quanto mai urgente per continuare ad essere fedeli alla nostra identità, che è la base indispensabile per avviare una sana rivitalizzazione della società.

Davanti ai nostri occhi si sono verificati profondi mutamenti antropologici e frammentazioni del sapere. Intendiamo riferirci alle questioni del “tramonto del soggetto”, della “crisi della persona”, del “disincanto sui valori”, del “depotenziamento dell’essere”, del “disorientamento educativo”, dello “strapotere della scienza e della tecnologia”, della “caduta di ciò che educa”.