«The dark Horse»: 5ª Serata cinematografica con «cocktail» (118)

Mar

23

Ora: 19-21.30
Luogo: Salone «S. Elisabetta d'Ungheria» presso la chiesa «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido

Serata cinematografica, con la proiezione del film «The dark Horse», la cineconversazione «Bipolarismo: il male che avvelena un’intera famiglia» e il «cocktail», la 5ª Serata ideata all’interno della 6ª edizione del CineCircolo con il motto: «I giovani con la ‘sorella’-‘madre’ Terra per immagini», l’edizione ispirata al documento preparatorio del prossimo Sinodo dei vescovi: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», che si celebrerà ad ottobre, ma anche all’enciclica Laudato si’ di papa Francesco e alla preghiera-inno Cantico delle creature di frate Francesco, promossa dal Circolo Culturale San Francesco ed aperta generosamente, a titolo gratuito, a tutti, soci, sostenitori, amici, vicini e lontani − la 118ª Serata di seguito, tra quelle cinematografiche e quelle conviviali, con decorrenza dal 10 gennaio 2014, senza contare altri eventi e iniziative.

«The dark Horse»

Regia: James Napier Robertson. Genere: Drammatico. Paese: Nuova Zelandia. Anno: 2014. Durata: 124′

Trama: E’ l’intensa storia dell’ex campione di scacchi neozelandese Genesis Potini, affetto da disturbo bipolare. Per sfuggire all’ospedale l’uomo diventa allenatore di scacchi a squadre in un centro di recupero di giovani a rischio. Un incredibile ed intrigante racconto di redenzione, coraggio e speranza per una comunità lasciata completamente allo sbando.

Cineconversazione

Bipolarismo: il male che avvelena un’intera famiglia

Programma della Serata

  1. Venerdì 23 marzo 2018, ore 19-21Video «Disturbo bipolare | Persone che convivono con una malattia» (1:32)
  2. Note sul film e argomento della cineconversazione
  3. Proiezione
  4. Cineconversazione: «Bipolarismo: il male che avvelena un’intera famiglia»
  5. Comunicazioni relative al Circolo ed annuncio del prossimo evento
  6. Recita della Preghiera di Papa Francesco per i giovani (Sinodo 2018)
  7. Foto di gruppo e «cocktail» [In sottofondo il video musicale: «Taizé – Nada te turbe» (4:50′)]

Recensione

✺ Ha fatto incetta di premi ed è stato osannato dalla critica come “uno dei migliori film di tutti i tempi”. Purtroppo, in Italia, non è mai arrivato nelle sale, ma ora, The dark Horse, un vero gioiello cinematografico, diretto da James William Napier Robertson, è disponibile in Home Vdeo, grazie alla sempre attenta e impeccabile Koch Media.

La storia narrata tocca le corde dell’emotività e porta in scena la vera vita di Genesis Potini, il campione di scacchi neozelandese affetto da disturbo bipolare che, per reintegrarsi nella società, deciderà di insegnare a un gruppo di ragazzini disagiati i segreti di questo appassionante gioco.

Il film, dall’animo intenso e profondamente umano, è impreziosito dall’interpretazione di un cast straordinario. Protagonista è l’attore Cliff Curtis, interprete di Die Hard – Vivere o morire, che dà corpo e anima a Genesis Potini, un uomo dalla personalità instabile, ma pur sempre carismatico. Infatti, il lungometraggio racconta la sua incredibile vita; la vita di una persona problematica, ma assolutamente geniale che troverà il coraggio necessario per guidare un’intera comunità, trasformandosi in un vero e proprio modello da seguire, capace di spronare, motivare e infondere speranza nel prossimo.

Di fatto, lo sguardo qui è chirurgico e mette in evidenza una società che cede alla via criminale, perché delinquere è considerato un modo per restare a galla, ma The dark Horse (così è soprannominato Genesis per la sue abilità strategiche) sa perfettamente che sopravvivere senza dignità e rispetto non equivale a vivere, e benché abbia un’esistenza piuttosto complicata, crede fermamente nel potere dei sogni e della volontà, tant’è che una volta impartiti i primi insegnamenti alla giovane combriccola di svantaggiati, annuncerà loro il suo progetto.

Già… perché Genesis ha un piano; non uno qualsiasi; ne ha uno bello grosso: farli arrivare al campionato nazionale di scacchi. Ovviamente, non sarà affatto facile, perché strappare i ragazzi da situazioni potenzialmente pericolose, costituirà un’impresa ardua. E così, mentre lotterà per uscire dall’isolamento psicologico dovuto alla malattia, cercherà anche di far fronte a diverse avversità, tutte insite nelle gang di quartiere.

In definitiva, The dark Horse si configura come una pellicola capace di toccare il cuore con grande sensibilità, perché, grazie all’esempio di Genesis Potini, è in grado emergere un messaggio fondamentale per questo mondo così disastrato, ovvero il valore della forza identitaria e delle seconde opportunità. (Silvia Casini)

✺✺ Il film si svolge in Nuova Zelanda, luogo lontano da noi sia fisicamente che, come emerge abbastanza bene anche da questa pellicola, anche culturalmente. Qui troviamo Genesis Wayne Potini, un giovanottone di origine maori chiaramente affetto da disturbi psichici indirizzabili in quel genere chiamato “disturbo bipolare della personalità”. Un po’ come il Dustin Hoffman di Rain Man, Potini ha una capacità particolare: è bravissimo nel gioco degli scacchi, soprattutto riesce a pensare molto rapidamente alle mosse da fare. Per questo è un campione nelle cosiddette “partite lampo”, partite a scacchi che devono concludersi in un tempo limitato, tipicamente in 10 minuti. La società, nella quale è immerso, non è affatto facile: suo fratello è membro di una banda di delinquenti, e il disagio sociale nei giovani è molto diffuso. Nonostante il problema mentale, Potini riesce comunque a fondare un circolo dove si insegna a giocare agli scacchi. Questo circolo diventerà per gli altri un mezzo per recuperare i ragazzi difficili e, per lui, il riscatto da una vita minata dal disturbo psichico.

The dark Horse è un film tratto da una storia vera: Genesis Wayne Potini è realmente esistito e ha fatto quello che nel film, magari in modo un po’ romanzato, è descritto. Forse in questo è un po’ il limite del film, che, nonostante il soggetto reale, non è riuscito a rendere del tutto credibili e naturali certe situazioni. Insomma, un film discreto che però poteva essere molto meglio. Il regista e soggettista James Napier Robertson, anche egli neozelandese, ha dichiarato di avere conosciuto direttamente Potini, con il quale ha giocato anche varie partite a scacchi.

Molti i riconoscimenti alla pellicola, ma tutti nella zona di origine del film: Nuova Zelanda e area del Pacifico. (Il Blog di Petardo)