«Il Pianeta verde»: 3ª Serata cinematografica con «cocktail» (101)

Ott

27

Ora: 19
Luogo: Salone «S. Elisabetta d'Ungheria» presso la chiesa «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido

La 3ª Serata cinematografica, con la proiezione del film «Il Pianeta verde» di Coline Serreau, la cineconversazione e il «cocktail», la 3ª Serata ideata all’interno della 5ª edizione del CineCircolo con il motto: «’Sorella’ e ‘madre’ terra per immagini di speranza», ispirata all’enciclica Laudato si‘ di Papa Francesco, alla preghiera-inno Cantico delle creature di frate Francesco e al Messaggio per la 51ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali “Non temere, perché io sono con te” (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo, promossa dal Circolo Culturale San Francesco ed aperta, a titolo gratuito, a tutti, vicini e lontani − la 101ª Serata di seguito, tra quelle cinematografiche e quelle conviviali, con decorrenza dal 10 gennaio 2014, senza contare altri eventi e iniziative.

«Il Pianeta verde»

Regia: Coline Serreau. Genere: Commedia. Paese: Francia. Anno: 1996. Durata: 99′

Trama: Sul Pianeta verde vivono esseri umani talmente evoluti ed avanzati da aver completamente eliminato l’uso degli oggetti, in modo da concentrare saggezza, forza ed energia nello sviluppo del corpo e della mente. Una volta l’anno fanno il giro degli altri pianeti, ma nessuno vuole recarsi sulla Terra considerata troppo arretrata. Finalmente si offre Mila, donna matura, vedova con due figli, che sospetta di essere frutto dell’ unione del padre con una terrestre. Mila, che vive in un contesto ecologico avanzato, arriva nel traffico di Parigi all’ora di punta e subisce un forte shock. L’adattamento è arduo, dal cibo ai comportamenti al modo di esprimersi, e Mila cerca di risolvere le situazioni difficili facendo ricorso all’influsso della sua mente. Molti rimangono coinvolti, per cui vediamo politici che dicono la verità, calciatori che ballano il valzer nello stadio, barboni e poliziotti che seminano un orto. A questo punto Mila fa arrivare sulla Terra anche i figli più grandi che si innamorano di due ragazze con cui la madre era entrata in contatto e le convincono a seguirli sul Pianeta verde, dove inizia per tutti una nuova vita.

♦ Cineconversazione

Società fondata sulla condivisione, nel rispetto per gli altri, a contatto con la natura

  Programma della Serata

  1. Video musicale (2016): John Denver − «Thank God I’am a Country Boy» («Grazie a Dio sono un ragazzo di campagna») − 3:13′
  2. Note preliminari riguardanti la regista Coline Serreau, la trama del film e il tema della cineconversazione
  3. Proiezione del film «Il Pianeta verde» (99′)
  4. Cineconversazione: « Società fondata sulla condivisione, nel rispetto per gli altri, a contatto con la natura»
  5. Video: «Gli Amish» − Un popolo che rifiuta la società moderna, vive, si veste e lavora secondo regole di due secoli (10:06′)
  6. Comunicazioni relative al Circolo e annuncio del prossimo evento
  7. Recita della Preghiera cristiana per il creato (Laudato si’, n. 246)
  8. Foto di gruppo e «cocktail»

♦ Recensione

Immaginate un pianeta in cui gli abitanti vivono in armonia tra di loro e con la natura. Immaginate un pianeta in cui non esiste la moneta e l’alimentazione si basa esclusivamente sull’agricoltura. Immaginate un pianeta in cui non esistono automobili, traffico ed inquinamento, un pianeta in cui tutti hanno accesso diretto e paritario alle risorse naturali e non le sprecano né le sfruttano. Vi sembra pura utopia?

Forse. Sicuramente l’idea della regista Coline Serreau è stata quella di provocare e stimolare una riflessione sul cambiamento (possibile) della nostra civiltà attraverso il film uscito nel 1996 con il titolo italiano Il Pianeta verde, in cui riveste anche il ruolo di protagonista nei panni di Mila.

Dopo l’assemblea che si svolge ogni inizio d’anno, Mila si propone volontaria per il viaggio verso la Terra, necessario a sondare lo stato del processo evolutivo dei terrestri. Giunta da un pianeta idilliaco e sconosciuto ai terrestri, Mila atterra nella capitale francese per imbattersi in un ambiente caratterizzato da cemento, traffico, inquinamento, vetrine per l’«esposizione dei cadaveri» (leggi macellerie), ostilità e scontrosità della gente che incontra.

Grazie ai suoi poteri di ‘disconnessione’ Mila riuscirà a modificare il modo di percepire la realtà e di comportarsi sedimentato ormai nei terrestri. La chiave ironica con cui la regista affronta le tematiche importanti del film, tra cui quelle legate allo sviluppo sostenibile, consente di decostruire il significato che diamo ormai per assodato ed incontestabile alle situazioni quotidiane.

In modo volutamente marcato viene messo in luce il contrasto tra la serenità interiore degli abitanti del Pianeta verde e la difficoltà di vivere in armonia mostrata dai terrestri, quasi monadi in un mondo che ha smarrito il senso della semplicità e dei valori autentici. L’ironia intelligente che attraversa questa pellicola non può che essere di stimolo per una riflessione sullo stato delle cose e sui cambiamenti necessari che potremmo iniziare ad apportare nel nostro piccolo per dare vita ad un nostro Pianeta verde (Elle, 29 ottobre 2011)

 

♦ Critica

«Fanta-puttanata o fiaba d’autore? Non sai proprio che cosa pensare di fronte al Pianeta verde (da non confondere con quello ‘azzurro’ di Piavoli), ottavo film di Coline Serreau, già regista di commedie sopraffine come Tre uomini e una culla e La crisi. Stavolta, anche in veste d’attrice nei panni della protagonista, la cineasta e drammaturga francese si cimenta con la fantascienza, seppure in una chiave moderatamente burlona, un po’ da viaggio nel tempo. Solo che all’opposto di quanto succedeva nei Visitatori, gli ‘stranieri’ caduti sulla Terra vengono adesso da un remoto futuro vagamente new age. (..) Fa sul serio Coline Serreau, un po’ troppo. E se ha ragione nel prendere di mira gli abominevoli costumi sociali ed alimentari di noi terrestri, si vorrebbe che un briciolo di ironia fosse applicata anche all’utopia del Pianeta verde (dove tutti sono soavi, fanno gli acrobati e ascoltano ‘Il silenzio’). Boh! Pare che a Parigi il gesto della testa con il quale Mila provoca la ‘sconnessione’ dei nemici sia diventato molto di moda, e, certo, il film sfodera delle trovatine divertenti, come quel paludato concerto di musica classica scosso dall’irrompere del contagioso ritmo di Roll Over Beethoven, ma francamente Coline Serreau, mediocre attrice e spiritosa regista, ha fatto di meglio in passato» (Michele Anselmi, «L’Unità», 4 maggio 1997)

«Curioso film questo di Coline Serreau, che ribalta in chiave fantaecologica la trovata dei Visitatori (e di tutti i viaggi nel tempo) per prendere di mira nevrosi e ipocrisie dei nostri anni. Lo spunto sarà esile, quel Pianeta verde dove sono tutti belli e sorridenti (oltre che bianchi) sa un po’ di spot, e non mancano tirate ovvie quando Mila si ritrova, affascinata e orripilata insieme, fra i parigini ulcerosi di fine millennio (anche quel neonato non aveva bisogno di essere figlio di uno stupratore serbo per essere più ‘attuale’). Tuttavia, la Serreau sa sfruttare con estro il potere conferito al suo personaggio di ‘disconnettere’ i terrestri fuorviati restituendoli alla loro natura profonda. E bisogna essere davvero molto esigenti, oppure afflitti da un super io ipertrofico, per non ridere di fronte al concerto di musica classica che degenera in jam session country-rock, o alla partita di calcio che si trasforma in una poco virile pantomima. Inoltre, se il medioevo ‘dolce’ e purgato dalla barbarie che regna sul Pianeta verde aveva tutti i numeri per essere stucchevole, la gioia puramente fisica che irrompe in sottofinale attraverso i salti e le acrobazie dei suoi abitanti, è una idea forte proprio perché semplice, diretta, sfacciata. Anche il kitsch può essere un’ottima arma. Perché vergognarsi di usarlo?» (Fabio Ferzetti, «Il Messaggero», 12 maggio 1997)