«Freedom Writers»: 6ª Serata cinematografica con «cocktail» [120]

Apr

13

Ora: 19-21
Luogo: Salone «S. Elisabetta d'Ungheria» presso la chiesa «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido

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Serata cinematografica, con la proiezione del film «Freedom Writers», la cineconversazione «La cultura come mezzo di salvezza da una vita posta ai margini della società» e il «cocktail», la 6ª Serata ideata all’interno della 6ª edizione del CineCircolo con il motto: «I giovani con la ‘sorella’-‘madre’ Terra per immagini», l’edizione ispirata al documento preparatorio del prossimo Sinodo dei vescovi: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», che si celebrerà ad ottobre, ma anche all’enciclica Laudato si’ di papa Francesco e alla preghiera-inno Cantico delle creature di frate Francesco, promossa dal Circolo Culturale San Francesco ed aperta generosamente, a titolo gratuito, a tutti, soci, sostenitori, amici, vicini e lontani − la 120ª Serata di seguito, tra quelle cinematografiche e quelle conviviali, con decorrenza dal 10 gennaio 2014, senza contare altri eventi e iniziative.

«Freedom Writers»

Regia: Richard LaGravenese. Genere: Biografico, drammatico. Paese: Germania/USA. Anno: 2007. Durata: 123′

Trama: L’insegnante di inglese Erin Gruwell, al suo primo incarico, viene assegnata alla Woodrow Wilson High School di Long Beach, California. Entusiasta di poter partecipare all’ambizioso programma di integrazione razziale nelle scuole, si scontra con una dura realtà che la costringe a rivedere drasticamente le aspettative riguardo al proprio lavoro: di fatto non le è richiesto di insegnare davvero, ma solo di fare da “babysitter” agli elementi peggiori della scuola, gli irrecuperabili, in attesa che l’uno dopo l’altro abbandonino, senza reale possibilità che portino a termine gli studi. Malgrado l’assenza di sostegno da parte dei colleghi, del marito e del padre, ex attivista politico, Erin si dedica anima e corpo agli studenti, offrendo loro attenzione e rispetto, e adattando il proprio insegnamento, facendo leva sui temi del razzismo e della tolleranza. Li stimola a scrivere diari personali sulle proprie esperienze, che hanno un effetto decisivo nel far riscoprire se stessi a quei ragazzi già provati dalla vita, e colpiscono così a fondo Erin da decidere di farli pubblicare.

Cineconversazione

La cultura come mezzo di salvezza da una vita posta ai margini della società

Programma della Serata

  1. Video musicale «Ballo della pace» (5:07)
  2. Note sul film e argomento della cineconversazione
  3. Proiezione
  4. Cineconversazione: «La cultura come mezzo di salvezza da una vita posta ai margini della società»
  5. Comunicazioni relative al Circolo ed annuncio del prossimo evento
  6. Recita della Preghiera di Papa Francesco per i giovani (Sinodo 2018)
  7. Foto di gruppo e «cocktail» [In sottofondo il video musicale di Willie Peyote: «Io non sono razzista, ma…» (3:56′)]

♦ Recensione

✺ Erin Gruwell è una giovane insegnante di lettere al suo primo incarico in un liceo. Siamo a Los Angeles nel 1992, poco dopo gli scontri razziali che avevano messo a ferro e fuoco la città. Erin si vede affidare una classe composta da latinoamericani, cambogiani, afroamericanie un unico bianco. Provengono tutti da realtà sociali in cui il degrado e la violenza costituiscono parte integrante della vita quotidiana. Le istituzioni li vedono come un peso morto da “parcheggiare” in attesa che tornino nella strada. “La Gruwell” (così prenderanno a chiamarla i ragazzi) non si arrende né di fronte all’istituzione né di fronte agli allievi che inizialmente la respingono convinti che sia l’ennesima insegnante disinteressata al loro vissuto. Riuscirà a convincerli ad uscire dalla gabbia delle gang e a guardarsi dentro scrivendo dei diari che diverranno un libro.

Ispirato a una storia vera, con un premio Oscar che crede così tanto al progetto da divenire produttore esecutivo, con un coprotagonista come Patrick Dempsey (il Dottor Shepherd di Grey’s Anatomy) Freedom Writers appartiene alla categoria dei misteri della distribuzione italiana. Non si capisce cioè perché non sia passato in sala, ma sia stato relegato nelle uscite in dvd. È infatti un film dotato di un buon ritmo capace di far riflettere senza annoiare sulla possibilità di una convivenza e conoscenza reciproca tra realtà diverse costrette al degrado e quindi capaci di vedere nell’altro solo il nemico.

La Swank è assolutamente credibile nel ruolo di un’insegnante apparentemente fragile, ma così determinata nel perseguire il suo progetto da mettere a repentaglio anche la propria vita privata. Altrettanto lo sono i giovani interpreti tra cui spicca April Lee Hernandez nel ruolo di Eva, una giovane latinoamericana che, riesce ad uscire dalla logica soffocante delle gang grazie a un doloroso percorso di maturazione. (Giancarlo Zappli)

✺ L’integrazione passa attraverso l’istruzione. Freedom Writers è un film del 2007 diretto da Richard LaGravenese. Erin Gruwell è una giovane insegnante di letteratura e come primo incarico le viene affidata una classe del primo anno presso la Woodrow Wilson High School a Long Beach in California. Siamo nella metà degli anni ’90 e gli istituti scolastici hanno il dovere di attuare una sorta di integrazione tra i diversi gruppi etnici che compongono la città. La situazione però è a dir poco problematica in quanto le guerriglie tra le diverse “bande” criminali appartenenti alle rispettive etnie sono all’ordine del giorno. Ogni soggetto appartenente a una differente razza ha il comito di difendere il proprio territorio da chiunque cerchi di violarlo o manchi di rispetto. Erin Gruwell alla sua prima esperienza viene proiettata all’interno di questa realtà trasposta all’interno di un’aula scolastica. L’impatto è molto complesso a causa dei continui contrasti interni tra gli alunni e della sfiducia verso il sistema scolastico e le sue regole, ma dopo una forte diffidenza nei confronti di Erin Gruwell gli alunni, grazie all’originale metodo di insegnamento dell’insegnante basato sull’instaurazione di rapporti interpersonali, apprezzeranno le sue lezioni e si creerà un legame molto forte che si estenderà oltre i “confini” scolastici.

La pellicola focalizza l’attenzione sul tema della discriminazione razziale, la quale non è limitata esclusivamente al binomio bianco/nero, ma si sviscera anche all’interno delle differenti etnie all’interno della stessa località. Queste situazioni vengono a crearsi in nazioni, come gli Stati Uniti d’America, dove si è maggiormente sviluppato il fenomeno dell’immigrazione. Viene a crearsi paradossalmente un odio reciproco tra gruppi di soggetti legati dalla comune ricerca di una vita migliore. Le guerre interne tra le cosiddette gang rivali appartenenti a gruppi come quello ispanico, afroamericano o cinese creano un clima di terrore e inquietudine negli animi dei ragazzi i quali sono costretti ogni giorno a lottare per la sopravvivenza. E’ inevitabile che si generi in loro un clima di odio e di violenza che si riversa anche nell’ambiente scolastico e l’istruzione assume un’importanza minima o nulla. Erin Gruwell capisce che questi ragazzi hanno bisogno di essere spronati fornendo loro sia una fiducia nei propri mezzi che una speranza per l’avvenire. Sono frequenti i contrasti tra la Grunwell e i vertici scolastici i quali denigrano e provano disinteresse nei confronti di questi alunni ritenendo che l’unico obiettivo che la scuola deve perseguire nei loro confronti sia esclusivamente quello di tenerli a bada il più possibile e non quello di fornire loro un’educazione adeguata e paritaria rispetto a quella ricevuta da coloro appartenenti alle classi sociali più agiate. Infatti, all’interno della popolazione il fenomeno della discriminazione si esplica anche in relazione alle differenti capacità economiche dei singoli soggetti. Il binomio povertà-delinquenza è sempre stato presente all’interno della società nel corso dei secoli e rappresenta un odioso pregiudizio difficilmente eliminabile.

Erin Grunwell, raccontando ai propri alunni una terribile macchia all’interno della storia dell’uomo come quella dell’olocausto, riesce nell’intento di smuovere le singole coscienze cercando di attuare un cambiamento all’interno delle singole vite dei ragazzi. L’istruzione scolastica è un mezzo fondamentale al fine di infondere agli studenti la speranza per un futuro migliore e la volontà di reagire di fronte alle ingiustizie e ai paradossi che caratterizzano la società umana.  Il regista riesce a far riflettere lo spettatore mettendo in luce come l’emarginazione sociale sia molto più estesa di quello che noi possiamo credere a causa della malvagità e dell’egoismo dell’essere umano. Un bel film che vede in Hilary Swank, nei panni di Erin Grunwell, un’eccezionale interprete. Ottime anche le prove dei ragazzi i quali riescono a calarsi perfettamente in un ruolo per nulla banale. Il film è tratto da una storia vera e questo elemento a mio avviso costituisce un motivo ulteriore per guardarlo. (andrejuve)