«E ora dove andiamo?»: 1ª Serata cinematografica con «cocktail» [151]

Mar

15

Ora: 19-22
Luogo: Salone «S. Elisabetta d'Ungheria» presso la chiesa «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido

Serata cinematografica, con la proiezione del film «E ora dove andiamo?» di Nadine Labaki, la conversazione «La via femminile per la pace» e il «cocktail», la 1ª Serata ideata all’interno della 8ª edizione del CineCircolo con il motto: «A servizio della pace e della fratellanza, per immagini», ispirata ai tre grandi testi: 1. Messaggio «La buona politica è al servizio della pace» di Papa Francesco per la celebrazione della 52ª Giornata Mondiale della Pace (1.01.2019), 2. «Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune», firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di al-Azhar Aḥmad al-Ṭayyib ad Abu Dhabi (4.02.2019), 3. Preghiera-poesia «Cantico delle creature» di frate Francesco d’Assisi (FF 263), promossa dal Circolo Culturale San Francesco ed aperta, a titolo gratuito, a tutti: soci, sostenitori, amici, credenti e «laici», vicini e lontani – la 151ª di seguito, tra quelle cinematografiche e quelle conviviali, con decorrenza dal 10 gennaio 2014.

«E ora dove andiamo?»

Regia: Nadine Labaki. Genere: Commedia, drammatico. Paese: Libano/Francia. Anno: 2011. Durata: 110′

Trama: Sul bordo di una strada dissestata, un corteo di donne avanza in processione verso il cimitero del villaggio. Takla, Amale, Yvonne, Afaf e Saydeh affrontano stoicamente il caldo soffocante di mezzogiorno, reggendo le fotografie dei loro amati uomini, perduti in una guerra futile, lunga e lontana. Alcune di loro portano un velo, altre indossano croci di legno, ma tutte sono vestite di nero, unite da una sofferenza condivisa. Giunta alle porte del cimitero, la processione si divide in due congregazioni: musulmani da una parte e cristiani dall’altra. Unite da una causa comune, l’impensabile amicizia tra queste donne supera, contro ogni aspettativa, tutti i punti di contrasto religiosi che creano scompiglio nella loro società e, insieme, grazie alla loro straordinaria inventiva, mettono in atto dei piani esilaranti cercando di distrarre gli uomini del villaggio, in modo da allentare la tensione interreligiosa.

Conversazione

La via femminile per la pace

Programma della Serata

  1. Video e canzone della cantante israeliana Yael Deckelbaum «Preghiera delle madri» (Prayer of the Mothers): il frutto di un’alleanza tra artiste folk israeliane e palestinesi per l’iniziativa del movimento delle «Donne per la Pace» (Women Wage Peace), nato in Israele nel 2014 e promotore di una marcia lunga 200 chilometri che ha visto, nell’ottobre 2016, migliaia di donne ebree, musulmane e cristiane unirsi in un cammino di pace verso Gerusalemme (5:20’)
  2. Parole di benvenuto e presentazione del programma
  3. Note sul film e sul tema della conversazione + videoclip «אנא בכח – להקת הלל נשות השומרון עם מרב ברנר» – Merav Brenner con Hillel (4:32’)
  4. Proiezione
  5. Conversazione «La via femminile per la pace»
  6. Comunicazioni relative al Circolo
  7. Recita della Preghiera per la pace (Papa Francesco, Giardini Vaticani, 8 giugno 2014)
  8. Foto di gruppo e cocktail [In sottofondo: videoclip Im Hashem Lo Yivneh Bayis del Shira Choir (4:58’) e «Shalom Aleichem» del Yeshiva Darechi Torah Boys Choir (5:07’)]

Recensione

♦ Il nemico della porta accanto

A causa di un ponte semidistrutto e mai riparato, un piccolo villaggio libanese vive da tempo in isolamento, con soltanto due valorosi ragazzi ed una vecchia motoretta che viaggiano ogni giorno verso la città più vicina a recuperare tutto il necessario per il sostentamento. Essere isolati vuol dire essere lontani non solo dal lusso e dagli agi, ma anche dalle notizie provenienti dal mondo, ed è solo per questo motivo che nel villaggio riescono finalmente a convivere pacificamente cristiani ed islamici. Si tratta però di un equilibrio molto sottile e può bastare pochissimo, anche l’arrivo di un semplice televisore a rompere la pace e cambiare per sempre la vita dell’intero villaggio.

E ora dove andiamo? (Et maintenant, on va où?), nuovo lavoro della regista di Caramel, Nadine Labaki, tratta un tema assai serio, ma lo fa con un’ironia pungente ed una sfrontatezza davvero ammirevole, confezionando così un’opera estremamente godibile nei sui momenti musicali o in alcune trovate particolarmente geniali (che preferiamo non svelare), ma che fa anche riflettere sull’assurdità di un conflitto pronto ad esplodere in qualsiasi momento, per qualsiasi sciocchezza.

E se le motivazioni per cui combattere sono ridicole, perché non possono essere altrettanto anche i rimedi? Questo sembra chiedersi la bella e talentuosa regista (anche interprete) ed è così che lascia le armi e la violenza agli uomini, e fa lavorare d’ingegno le sole donne che le provano proprio tutte (dall’inventarsi di sana pianta un miracolo, all’assoldare un manipolo di spogliarelliste ucraine) pur di distogliere gli uomini dai loro intenti bellicosi. Non sono certo idee brillanti, anche se spassosissime, ma ciò che importa è che le donne sembrano essere tutte concordi (al di là anche delle diverse fedi religiose) nell’interrompere la follia di un conflitto fratricida che ha già fatto troppi morti, mentre gli uomini non sembrano saper guardare oltre i propri pugni, o peggio ancora fucili, ma si ammansiscono soltanto davanti all’alcool, al cibo e alle belle donne.

Un atto di denuncia che, nonostante il tono lieve, si eleva deciso e che riecheggia con forza nel divertente, ma amarissimo finale; un finale che, in contrapposizione a quello che di norma richiederebbe una commedia o un musical, non può essere né lieto né risolutivo, perché in certe situazioni e in certi paesi è davvero difficile mettere la parola fine, semmai si è sempre destinati a ricominciare. (Luca Liguori)