11ª Conversazione (6ª della serie sacro-profana)

Mar

20

Ora: 18.30
Luogo: Salone «S. Elisabetta d’Ungheria» - Parrocchia «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido

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11ª Conversazione (6ª della serie sacro-profana) dal titolo:

«Povertà dell’Italia e moneta: una via d’uscita»

Relatore

P. Quirino Salomone OFM, rettore della basilica di S. Bernardino in L’Aquila e collaboratore de «La Perdonanza»

Saluti

• P. Piotr Anzulewicz OFMConv

Moderatori

• Dott. Sergio Basile, direttore del quotidiano Qui Europa

• Dott.ssa Teresa Cona, segretaria del Circolo

Postilla. P. Quirino Salomone, nato nel 1938 a Taranta Peligna (CH) e ordinato sacerdote nel 1963 nell’Ordine dei Frati Minori Osservanti, ha conseguito la licenza in teologia presso l’Ateneo Lateranense in Roma e si è diplomato in solfeggio presso il Conservatorio Musicale di Pescara; è stato rettore della basilica di Collemaggio de L’Aquila (1977-1997), definitore provinciale, cappellano presso l’Ospedale Psichiatrico de L’Aquila (1977-2006); è conferenziere, relatore, conduttore della rubrica religiosa “Svegliare l’aurora” presso l’emittente locale TVUno-Abruzzo, guardiano della comunità francescana di S. Bernardino, rettore della basilica di S. Bernardino in L’Aquila, già direttore e ora collaboratore della rivista «La Perdonanza», periodico trimestrale di storia, spiritualità e attualità del Centro Internazionale Studi Celestiniani, che con ampi servizi concorre alla conoscenza della figura di s. Pietro del Morrone, Papa Celestino V, che concesse la Bolla del Perdono nel 1294 in occasione della sua elezione a Pontefice avvenuta nella basilica di S. Maria di Collemaggio. P. Quirino, francescano semplice e cordiale, abituato a stare tra i poveri e gli indigenti,  vive in un’umile casa sita vicino alla basilica che custodisce il corpo di s. Bernardino da Siena († 1444): una basilica circondata da installazioni di legno e ferro che riportano alla memoria i terribili fotogrammi del terremoto. E’ un profondo conoscitore del Santo sienense che non mancò di attenzione agli aspetti pratici della vita dei fedeli, con un’analisi innovativa e decisamente moderna; il suo pensiero è ricordato nella storia del pensiero economico, poiché fu il primo teologo, dopo Pietro di Giovanni Olivi, a scrivere un’intera opera sull’economia intitolata Sui contratti e l’usura, dove, come già s. Antonio di Padova, condanna l’usura e affronta i temi della giustificazione della proprietà privata, dell’etica del commercio e della determinazione del valore e del prezzo.