Ne è valsa la pena!

Serata emozionante, impressionante, toccante e didattica, istruttiva, pedagogica, quella 112ª di seguito, che si è tenuta venerdì 9 febbraio 2018, nel Salone «S. Elisabetta d’Ungheria» presso la chiesa «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido. E’ valsa la pena parteciparvi? Sì, ne è valsa veramente la pena! La 2ª Serata cinematografica con la proiezione del film «L’altro volto della speranza» (The Other Side of Hope) di Aki Kaurismäki, la cineconversazione e il «cocktail» − ideata all’interno della 6ª edizione del CineCircolo con il motto: «I giovani con la ‘sorella’-‘madre’ Terra per immagini», ispirata al documento preparatorio del prossimo Sinodo dei vescovi: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», ma anche all’enciclica Laudato si’ di papa Francesco e alla preghiera-inno Cantico delle creature di frate Francesco − ci conteneva tutti.

L’argomento del film del regista finlandese: «L’accoglienza, una caratteristica dl cristianesimo», presentato a grandi pennellate dalla curatrice Teresa Cona, dopo l’ascolto delle parole di Papa Francesco «Non lasciatevi rubare la speranza», tratte da un album musicale, ha subito innescato interesse e ha generato calore umano. Ci è ormai evidente che sulla capacità di accoglienza si gioca la nostra condizione di esseri umani o, al contrario, il nostro scivolare sempre più in quelle barbarie bestiali che affiorano qua e là, in questa terra − contrassegnata dai flussi migratori, con tutto il loro carico di sofferenza − che deve essere casa per tutti. Tutti avvertiamo, nella concreta quotidianità dell’esistenza, quell’istanza che è sempre più decisiva: in un tempo in cui vi sono forme di povertà nuove e diversificate (oltre ai migranti, i giovani vulnerabili, le famiglie fragili, i carcerati) e in cui appare con chiarezza come sia faticoso per tutti il duro mestiere di vivere, è fondamentale riscoprire l’esigenza della prossimità, del farsi prossimo, dell’essere vicino l’uno all’altro. «È sull’impegno quotidiano alla prossimità, l’unico vero antidoto a quella che papa Francesco ha definito a più riprese la “globalizzazione dell’indifferenza” [a partire dal viaggio a Lempedusa dell’8 luglio 2013], che sta o cade anche la capacità di accoglienza» (L. Monti). La verità dell’accoglienza cristiana è tutta qui: nel cammino della prossimità. «Accoglietevi gli uni gli altri − ci ha ammoniti l’apostolo Paolo − come anche Cristo ha accolto voi, per la gloria di Dio» (Rm 15,7). Tutta la nostra vita sotto il sole è nient’altro che la risposta a questa unica, quotidiana, eterna domanda: «Ti sei fatto prossimo al tuo fratello e alla tua sorella in umanità?». Tutta la nostra vita e tutta la nostra accoglienza è la responsabilità di questa risposta.

«Tutto quello che possiamo fare − dice The Other Side of Hope − è fare del nostro meglio, anche quando i nostri sforzi si traducono in gesti assurdi e paradossali, e i risultati sono comici, demenziali e irresistibili come certe scene e certe battute ambientate in un ristorante indimenticabile che si chiama “La pinta dorata”, ed anche quando un nazista ci accoltella, ma c’è nostra sorella da aiutare, e quindi andiamo avanti» (F. Gironi), senza perdere la speranza.

(pa)




WikiCircolo 2018: I giovani con la ‘sorella’-‘madre’ Terra

E’ già online il depliant della 6ª edizione del WikiCircolo, dedicata ai giovani, in vista del Sinodo dei giovani che si terrà ad ottobre 2018! La nuova edizione, quindi, si colorerà della gioia dei giovani. Infatti, il suo leitmotiv è: «I giovani con la ‘sorella’-‘madre’ Terra». Si comincia venerdì 12 gennaio 2018, alle ore 19, nel Salone «S. Elisabetta d’Ungheria», presso la chiesa «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido. Venerdì 19 gennaio invece riparte la 6ª edizione del CineCircolo, anch’essa all’insegna dei giovani, dal tema conduttore «I giovani con la ‘sorella’-‘madre’ Terra per immagini».

La 6ª edizione del Wiki– e CineCircolo «ci invita a ricuperare l’alleanza inter– e intragenerazionale, universale e cosmica, praticata da frate Francesco e promossa da papa Francesco, e, attraverso lo scambio di idee e il confronto delle voci dei giovani con le istituzioni, le comunità, gli educatori e i pastori, a progettare insieme un possibile avvenire, unendo creatività, energia, forza e saggezza per il bene dell’umanità, della società e della ‘sorella’-’madre’ Terra. Un cantiere di dialogo, di proposte, di iniziative… e un luogo in cui tessere relazioni improntate alla fiducia, alla condivisione, all’apertura fino ai confini del mondo».

Il Circolo conta su di voi. Per iscriversi ad esso, riceverne la tessera associativa o rinnovarla e saperne di più, non esitate a contattarci e frequentare questo portale e la pagina di Facebook. È una straordinaria opportunità di condivisione e di fraternità, indirizzata a tutti, vicini e lontani.

A presto, dunque, alla 1ª Serata conviviale con «aperitivo», pieni di passione e di creatività, uniti e ringiovaniti.

(pa)

 




A Natale…

A Natale, nel Bambino di Betlemme, inerme e indifeso, a tutti viene offerta una inversione di logica, di comportamento, di prospettiva: dal grande al piccolo, dalla forza alla debolezza, dal potere al dono. Accogliendo anche noi questa inversione − la via natalizia della piccolezza, dell’umiltà e della gratuità −, potremo essere segno della potenza dell’amore, presenza di condivisione e di comunione, «incipit» di un avvenire di fraternità universale e cosmica, e saremo capaci di osare la nuova avventura: narrare con il linguaggio della nostra cultura, in vertiginoso mutamento, la perenne «buona notizia» che riguarda tutta l’umanità: la nascita di Gesù è abbraccio tra giustizia e verità, incontro tra sacro e profano, speranza e profezia di pace e di vita in pienezza.

Amici e Soci, tantissimi auguri di buon Natale e di buon Anno 2018

Consiglio direttivo del Circolo




Salve, «Regina di tutto il creato»

Al timone della 6ª Serata conviviale con «aperitivo» dal titolo: «Maria, Regina di tutto il creato», che si è svolta venerdì 1 dicembre 2017, due ospiti eccezionali: don Gesualdo De Luca − vicario episcopale, docente dell’Istituto Teologico Calabro «S. Pio X» di Catanzaro e assistente ecclesiastico regionale del Movimento Apostolico, e don Michele Cordiano − padre spirituale di Natuzza (Fortunata) Evolo e direttore nazionale dei Cenacoli di Preghiera «Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime» ispirati alla spiritualità della Mistica di Paravati. La loro presenza è stata un dono inestimabile per tutti noi. Ci hanno regalato delle stupende pennellate antropologico-teologico-mariane, spronandoci a invocare la «Regina del creato» per la protezione dalla distruzione, inquinamento, devastazione della «sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba» (Cant, v. 9: FF 263). All’appello non si è presentata Lina Martelli, responsabile del gruppo parrocchiale della Milizia dell’Immacolata di Catanzaro Lido, richiamata urgentemente a Milano per dare l’ultimo addio a suo fratello. Ci avrebbe certamente ricordato la celebre frase che s. Massimiliano Kolbe, fondatore della Milizia dell’Immacolata, ha lasciato all’umanità di tutti i tempi: «Soltanto l’amore crea», tanto più se è connesso con Maria, «vertice dell’amore della creazione», perché in lei «avvenne il miracolo dell’unione di Dio con la creazione» (Scritti, Roma 1992, 721).

Una Serata ricca di suggestioni, impressioni, domande ed emozioni. Ad aprirla un video musicale: «Regina Coeli − C-Dur KV 276», di Wolfgang Amadeus Mozart, e l’ascolto del brano dell’enciclica Laudato si’ (n. 241), letto da Nunzio Familiari. E a chiuderla un altro video: «Alleluia – Lode cosmica», la foto di gruppo ed «aperitivo». Fiume di gratitudine e di applausi a due magnifici protagonisti, allo Staff della 5ª edizione del WikiCircolo e a tutti i soci del Circolo, sostenitori ed amici, pronti a collaborare e fieri di tenerlo in vita, con ardore, passione e gioia. Alla prossima edizione, a beneficio di tutti, vicini e lontani!

Piotr Anzulewicz OFMConv




Canto di gratitudine

«Exploit» di pubblico, venerdì 17 novembre 2017, al Circolo, per la 5ª Serata conviviale con «aperitivo» dal titolo «Gratitudine per i doni della creazione», la 104ª di seguito, ideata in concomitanza con la 67ª Giornata Nazionale del Ringraziamento e celebrata domenica scorsa, il 12 novembre, come «invito a guardare ai frutti della terra e all’intera realtà del mondo agricolo nel segno del rendimento di grazie», ma anche come «memoria viva ed efficace della rinnovata risposta degli agricoltori ai doni del Signore», e in preparazione alla 1ª Giornata Mondiale dei Poveri istituita al termine del Giubileo della Misericordia nella Lettera apostolica «Misericordia et misera» da Papa Francesco per stimolarci a «reagire alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro». Una Serata speciale, con il programma speciale, tra le due domeniche speciali, nel luogo speciale: Salone «S. Elisabetta d’Ungheria», e nel giorno speciale: giorno di festa di s. Elisabetta, definita «Regina dei poveri» o «Madre Teresa del 1200», fedele discepola di frate Francesco, «testimone della genuina povertà».

Alla tavola rotonda sono intervenuti ospiti di eccezione: Beniamino Donnici, psichiatra e psicoterapeuta, già colonnello medico dell’Esercito e già assessore al Turismo e Beni Culturali della Regione Calabria e parlamentare europeo, autore del libro «7 giorni. Diario dall’Isola di S. Giulio in dialogo con Madre Cànopi» (Edizioni Paoline, 2016); Stefania Rhodio, coordinatrice regionale del Rinnovamento nello Spirito Santo; Mario Caccavari, perito chimico presso l’Istituto Tecnico Industriale «Guido Donegani» di Crotone, pensionato felice. La loro notorietà ha richiamato moltissimi intervenuti, che hanno preso d’assalto il Salone, che per le sue troppo piccole dimensioni ha reso impossibile la partecipazione di tutti. Gli interventi dei tre protagonisti sono stati seguiti con alto interesse. La platea più volte ha applaudito le loro narrazioni, esposizioni, suggestioni…

La foto di gruppo ha cristallizzato i presenti in una atmosfera gioiosa di ringraziamento, mentre il M° Luigi Cimino, in sostituzione di Ghenadi, ci ha fatto ascoltare, in sottofondo, dai video musicali, tre canti: «Lode al nome tuo» − il canto tratto dal CD «Grazie», «Stai con me» − il canto interpretato da Stefania Rhodio e Renato Cusimano nella trasmissione di don Francesco Cristofaro «Nella fede della Chiesa» su «Padre Pio TV», e il «Canto del mare» di mons. Marco Frisina.

La Serata si è conclusa con una piccola rinuncia alla solita pizza, visto che il Circolo ha voluto rimanere solidale con i poveri e in sintonia con la loro 1ª Giornata Mondiale. Il buffet comunque è stato offerto dalle signore affezionate al Circolo. Si è festeggiato anche l’onomastico di Elisabetta Guerrisi che ha voluto offrire dei pasticcini in onore della sua santa Protettrice, pur non potendo essere presente, perché è già rientrata nella sua Roma per impegni improcrastinabili.

A tutti un immenso grazie.

(tc/pa)




Usciremo alla gloria… e l’amore sarà pieno

Le ‘acrobazie’ del Circolo sono alla fine sempre premiate. Venerdì 10 novembre 2017, la 103ª Serata di seguito − 4ª cinematografica della 5ª edizione del CineCircolo − ha visto, come la precedente, un inatteso “ritocco” nel programma. La pellicola «Il superstite» di Paul Wright è stata felicemente sostituita con un’altra: L’attesa di Piero Messina, lasciando invariato comunque l’impianto generale del programma e il tema della conversazione: Lutto. Ospite d’eccezione, presente all’intera Serata, don Vincenzo Lopasso, professore e direttore dell’Istituto Teologico Calabro «S. Pio X», biblista di chiara fama, salutato a metà della proiezione anche dal gruppo parrocchiale del Rinnovamento nello Spirito con la responsabile Giulia Ariosto.

La Serata ha avuto inizio con un video musicale «Amazing Grace» («Grazia incredibile») di John Newton, su cui lapide nel cimitero di Londra sono incise, per sua volontà, le parole pronunciate poco prima di morire (1807): «John Newton, ecclesiastico, un tempo un infedele e un libertino, servo degli schiavisti in Africa, fu, per grazia del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, conservato, redento, perdonato e inviato a predicare quella fede che aveva cercato di distruggere».

Ha seguito dunque la proiezione del lungometraggio di Piero Messina, regista siciliano, classe ’81, allievo di Paolo Sorrentino, un altro che ha più fan tra gli spettatori che critici a favore. Un film con un vuoto, un buco, un assente in mezzo: il figlio morto della matrona fatto diventare il fidanzato “lontano” della ragazza francese, da rimpianto a desiderio. Il cinema di Messina, così acerbo, eppure così vivo e orgogliosamente borghese, si struttura attorno a questo vuoto, lo guarda e ne ha paura, lo costeggia e lo nasconde, ne sta alla larga. E mette continuamente in scena questa dinamica, i drappi di velluto sugli specchi, le finestre chiuse, la processione mascherata e ovviamente le bugie della protagonista. Accattivante la colonna sonora: pezzi originali del regista e pezzi celebri, come Missing di XX e Waiting for the Miracle di Leonard Cohen. Gli uomini sono sempre muti o di passaggio. Il mondo è delle Madonne e per il loro patire. A parere di Gianluca Arnone, giornalista e critico cinematografico, è «un film di donne e di fantasmi, di crepe e vertigini di cuore, e di manipolazioni, per schermare il dolore, truccare la vita. Ispirato a una novella pirandelliana e ambientato in una villa decadente nell’aspra campagna siciliana (Chiaramonte Gulfi), L’attesa ricorda un po’ il Godot di Samuel Beckett e molto L’avventura antononiana, dove la sparizione di Lea Massari era il motore del racconto e la stessa ingegneria poetica del film».

E’ ‘oscenamente’ bello, senza la bara e il carro funebre, ma con due donne, Anna e Jeanne, unite da un lutto da esorcizzare. Brava Juliette Binoche dal volto sofferente e magnetico, ma che sorpresa Lou de Laâge dal volto ingenuo e candido! Anna vive in una grande villa nella campagna siciliana, ancora allestita a lutto, quando riceve la telefonata di una ragazza Jeanne, ragazza del figlio Giuseppe, che l’ha invitata a passare qualche giorno da lui. Anna la invita volentieri, anche se il figlio non c’è. È come sparito, ma entrambe sono disposte ad aspettare il suo arrivo che forse non ci sarà mai. Ciò che gli altri sostengono debba scorgersi in filigrana, Messina lo fa traboccare, con un tripudio di effetti estetizzanti e continue sovrapposizioni di luci e suoni, in superficie, esteriorizzando i sentimenti e raccontando l’assenza con la sovrabbondanza stilistica, il vuoto con il pieno. «Questo film nasce da ricordi d’infanzia – confida il regista −, da una serie di suggestioni e soprattutto da una cosa che mi ha raccontato un amico, ovvero la storia un padre che, dopo la morte del figlio, aveva deciso di non parlarne tanto che a un certo punto anche chi gli era intorno faceva finta che quel fatto non fosse mai davvero accaduto». «È terribile – aggiunge – nei funerali vedere tante persone, anche bambini, che piangono verso un pezzo di legno. Così è anche possibile decidere di credere a una cosa che è al di là della realtà».

La verità della morte, nascosta ai più, dura e incomprensibile, ha ricevuto una luce. Gesù risorto ha svelato il suo mistero. Siamo immortali, nati per la vita duratura, perenne, eterna. Questo del resto spiega l’inaudita sproporzione tra il nostro desiderio di felicità e ciò che riusciamo ad ottenere in questa vita. Siamo immortali nel momento del nostro concepimento, e questa vita ci è data per scoprire la nostra autentica dignità, la misura della grandezza della nostra chiamata, il nostro destino immortale. Il cimitero allora non contiene il loculo del destino ultimo del singolo uomo. Non è una buca nera del nulla e, conseguentemente, la storia non è la “fossa comune” dell’intera famiglia umana. Questa è la nostra granitica fede: la nostra tomba, per la potenza della risurrezione di Cristo, diventerà una culla, da cui usciremo alla gloria. Per la sua risurrezione, «una parola prima quasi impronunciabile e poi grido da irradiare dai tetti del mondo», come ha detto il 3 novembre 2014 Papa Francesco, durante la Messa presieduta nella basilica di S. Pietro, in suffragio dei cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno. La risurrezione: in Cristo questo mistero così grande, decisivo, sovrumano «non solo si rivela pienamente, ma si attua, avviene, diventa per la prima volta e definitivamente realtà». In quell’istante zero la fede cristiana conquista la sua unicità. Egli è risorto, anzi, egli è la risurrezione. Per il cristiano allora il problema è quello di guardare in faccia la morte, di non mutarle nome, di vigilare perché non si taccia su di essa, ma anche di impedire che si enfatizzi fino a ritenerla la forma unica e ultima della realtà. La morte, «sora nostra morte corporale» (Cantico delle creature, v. 12: FF 263), va vista come passaggio verso un’altra dimensione di questa stessa vita, verso la pienezza che Dio desidera darci: l’amore sarà pieno e totale.

Dopo le comunicazioni relative al Circolo e l’annuncio del prossimo evento, è risuonato quindi il gioioso «Hallelujah», cantato da Artem, Julia, Marsel e Xenia, fantastici bambini russi.

Una Serata triste, ma al contempo lieta, ricca di contenuti, vivace e stimolante per noi e per il pubblico. Alla prossima. L’appuntamento è a venerdì 17 novembre, con la Serata conviviale dal titolo: «Gratitudine per i doni della creazione».

 

pa/tc

 




Famiglia – sede dove si coltiva il rispetto…

Una Serata eccezionalmente bella e interessante, quella che si è tenuta venerdì 3 novembre 2017, la 4ª conviviale con «aperitivo» dal titolo: «Famiglia − sede della cultura della vita e luogo dove si coltiva il rispetto per l’ecosistema locale e la protezione di tutte le creature» (Laudato si’, n. 213), ideata nell’ambito della 5ª edizione del WikiCircolo ed offerta dal Circolo a chi abbia inteso accogliere l’invito a parteciparvi. Nel corso del programma, come sempre caratterizzato da varietà e molteplicità di aspetti, alla tavola rotonda sono intervenuti ospiti d’eccezione: Antonio e Carmela Sità, Ninetta Crea, Maria Le Pera e Alex Scicchitano.

I coniugi Sità − lui ingegnere e consulente di direzione e lei docente di matematica e di fisica −, entrambi collaboratori dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia e promotori del progetto «Mistero Grande» nella parrocchia catanzarese «S. Teresa di Gesù Bambino», alternandosi al microfono, hanno illustrato, con il supporto della suite Office PowerPoint e un filmato personale, il loro impegno nel sostenere quelle coppie di sposi che, nel desiderio di vivere pienamente la grazia del sacramento del matrimonio, sperimentano la bellezza del «far Chiesa in casa».

Alex Scicchitano, studente di sociologia all’Università degli Studi «Magna Graecia» di Catanzaro, con il suo brillante intervento ci ha portati a riflettere sul cambiamento culturale che ha interessato la famiglia partendo dai secoli scorsi, quando vigeva ancora il patriarcato dispotico ed oppressivo, e giungendo alla rivoluzione culturale che ci ha consegnato la famiglia attuale, con le sue conquiste e le sue fragilità.

Ninetta Crea, insegnante in pensione, ha condiviso con noi la sua esperienza scolastica a contatto con bambini e ragazzi e la sua attenzione alla loro formazione orientata a guardare l’altro come persona da rispettare e l’ambiente naturale come bene comune da salvaguardare e custodire.

Infine, Maria Le Pera, anch’essa insegnate in pensione, ci ha ricordato come la scuola già venti anni fa si preoccupava di sensibilizzare le giovani coscienze su argomenti che adesso sono di attualità scottante, come ad esempio il risparmio energetico, il riciclo di materiali, la solidarietà, l’educazione al rispetto dell’altro e all’alleanza tra l’uomo e la terra, in una reciprocità da riconoscere davanti a luoghi dove la bellezza esteriore si è fatta segno di una bellezza interiore, ma anche davanti ai tristi scempi dell’ambiente naturale, provocati dal peccato degli uomini.

La famiglia e la scuola: sono questi gli ambiti in cui si forma la personalità del ragazzo. La famiglia comunque ha l’importanza centrale per un’autentica crescita umana, perché «costituisce la sede della cultura della vita». «Nella famiglia − scrive Papa Francesco nell’enciclica Laudato sì’ − si coltivano le prime abitudini di amore e cura per la vita, come per esempio l’uso corretto delle cose, l’ordine e la pulizia, il rispetto per l’ecosistema locale e la protezione di tutte le creature. La famiglia è il luogo della formazione integrale, dove si dispiegano i diversi aspetti, intimamente relazionati tra loro, della maturazione personale» (n. 213).

Un incontro istruttivo che ha tenuti “attenti” ed affascinati i partecipanti. Molti gli applausi indirizzati ai relatori. Rimane un senso di dispiacere per tutti coloro che si sono fatti sfuggire un incontro così educativo ed edificante. Il Circolo tuttavia non demorde, ma continua a cogliere i segnali positivi, trasmettere l’ottimismo e la fiducia, elargire la cultura alla portata di tutti, insistendo nel chiamare a parteciparvi in gioiosa armonia. (tc/pa)




Una Serata-prodigio

Il 27 ottobre, un «fusil de chasse», appena pochi minuti prima dell’inizio della 3ª Serata cinematografica (101ª di seguito): un colpo di scena improvviso, impensato, inaspettato, regalato dalla Provvidenza al Circolo, per il anniversario del suo ri-avvio (27.10.2013), dopo il recupero dello Statuto originale, e nel 31° anniversario della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace ad Assisi, voluta da s. Giovanni Paolo II alla quale presero parte i rappresentanti di tutte le grandi religioni mondiali (27.10.1986): due anniversari salienti per riaffermare l’impegno a diffondere la «cultura dell’incontro», del dialogo e della fratellanza.

Il computer del nostro operatore tecnico, per un miracoloso tocco della segretaria del Circolo, è andato in tilt, ‘disintegrando’ la pellicola in programma: «Il Pianeta verde». L’ha sostituita prodigiosamente un’altra, sull’uomo della Provvidenza, il colonnello Valentin Müller, e la salvezza di Assisi durante la seconda guerra mondiale: «Assisi Underground» di Alexander Ramati. Grande commozione e gratitudine dei presenti, conquistati da tre protettori degli assisani: Dio delle sorprese, frate Francesco e il colonnello Müller. Una Serata davvero emozionante e… prodigiosa, nel segno della gratitudine che ci ha aiutato a focalizzarci su tante benedizioni che abbiamo già ricevuto nel quadriennio e riceviamo ogni giorno: la gratitudine per il Circolo che vuole essere luogo propulsore della «cultura dell’incontro», del dialogo e della fratellanza, appunto, e spazio di crescita umana, spirituale e sociale per tutti, vicini e lontani. «Happy Birthday!» (pa)

 




Sognare, aspirare, francescanizzare…

Frate Francesco d’Assisi, messaggero di pace, di concordia e di fratellanza, è fulcro del nostro Circolo, fin dall’inizio. Siamo fieri di averlo come archetipo, modello di umanità, grande fratello universale. Ognuno di noi porta nel proprio intimo qualcosa o molto dei suoi sogni. Per questo ci sembrano così familiari e così nostri, a volte lontani e a volte vicini, ma sempre suggestivi, provocatori, inquietanti. Sogni credibili e affidabili, per la ristrutturazione del mondo, sulla base di principi buoni, giusti, positivi ed inclusivi. Non ci resta altro che andare fino in fondo: francescanizzare il nostro tessuto vitale, il nostro ambiente, la nostra collettività.

A questo ci hanno spronato la pellicola «Il sogno di Francesco» di Renaud Fely e Arnaud Louvet e la conversazione sulla povertà/spogliazione/svuotamento/espropriazione di sé, con cui venerdì 29 settembre scorso abbiamo inaugurato la 5ª edizione del CineCircolo, tinta ancora di verde, dal motto: «‘Sorella’ e ‘madre’ Terra per immagini di speranza». E siamo felici di sapere che ci ha seguito anche il «Cineforum Seraphicum» della Pontificia Facoltà Teologica «S. Bonaventura», dando l’avvio il 14 ottobre, con la stessa pellicola, alla stagione cinematografica 2017-2018. Un film bello, stimolante, allettante. Una festa per gli occhi e per la mente.

«I due registi francesi − scrisse Massimo Giraldi − offrono nel loro svolgimento una nuova occasione di riflessione sulla figura religiosa di Francesco, ponendo l’attenzione sulla dialettica incontro/scontro con il confratello Elia. A prevalere è un approccio rivolto a mettere in luce il carisma spirituale dell’Assisiate e le resistenze di alcuni confratelli. In questa prospettiva va detto che, sotto il profilo narrativo, il film si prende qualche libertà, tra queste una soprattutto significativa: succede quando Elia, rimasto solo a decidere se e quali modifiche apportare alla Regola, in un momento di particolare sconforto tenta il suicidio, che non va a buon fine, ma l’episodio, del tutto inventato, ha il sapore della forzatura. Alla fine questa versione della vita di Francesco all’inizio del terzo millennio mantiene caratteristiche di ascetismo e sobrietà: un uomo che ama la povertà e i poveri come un una ricchezza e un dono del cielo. La gestualità e la parola del Santo si muovono in una dimensione umile del tutto lontana da facili stereotipi e da una prevedibile agiografia».

Film ’moderno’, dunque, con tutti i pregi e i limiti della definizione, al centro del quale si pone, comunque, il Poverello, che con gioia e autenticità manifesta un’attenzione particolare verso il creato e verso ciò che è debole, abbandonato e scartato. Intimamente unito a ciò che esiste, vive in una «meravigliosa armonia con Dio, con la natura, con se stesso e con gli altri» (Laudato si’, n. 11). Di più, è un compendio che trascina con sé l’eco di tutti gli ultimi: migranti, rom, palestinesi, precari, disoccupati, cassaintegrati, cervelli in fuga, senzatetto… Per lui povertà e austerità non sono «un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e di dominio» (ivi).

A noi sognare come lui, volare in alto e con passione francescanizzare ciò che è attorno a noi. Il compito è immenso, ma possibile.

Piotr Anzulewicz OFMConv




Così il Circolo iniziò la marcia…

Un’occasione fantastica per ripartire dopo le ferie estive: quella della 3ª Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, quella della 12ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato e quella del 1° giorno del «Tempo del Creato», in comunione con papa Francesco, il patriarca ecumenico Bartolomeo I, il Consiglio Mondiale delle Chiese, la Conferenza Episcopale Italiana e le donne e gli uomini di buona volontà.

Infatti, alcuni fans del Circolo, accogliendo l’invito del Papa espresso nel Messaggio congiunto con il Patriarca ecumenico a dedicare, nella Giornata, «un tempo di riflessione e di preghiera per l’ambiente», si sono ritrovati venerdì 1 settembre, alle ore 19, nel Salone «S. Elisabetta d’Ungheria».

Con attenzione hanno ascoltato la sintesi del Messaggio dei due leader religiosi e con prontezza hanno abbracciato il loro «urgente appello a prestare ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, ma soprattutto a rispondere alla supplica di tanti e a sostenere il consenso globale perché venga risanato il creato ferito», tanto più che proprio «per causa nostra migliaia di specie non daranno gloria a Dio con la loro esistenza né potranno comunicarci il proprio messaggio» (Laudato sì’, 33). Noi anche, come singoli, assuefatti a stili di vita indotti, sia da una malintesa cultura del benessere sia da un «desiderio disordinato di consumare più di quello di cui realmente si ha bisogno» (ivi, 123), e come partecipi di un sistema «che ha imposto la logica del profitto ad ogni costo, senza pensare all’esclusione sociale o alla distruzione della natura» [Papa Francesco, Discorso al 2° Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari, Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), 9.07.2015], siamo stati invitati a riconoscere i nostri peccati contro il creato che ci è stato affidato come dono sublime, condiviso, comune, e contro questi nostri fratelli e le nostre sorelle che sono più vulnerabili e poveri. Il pentimento poi ci dovrebbe condurre a un fermo proposito di cambiare «rotta»: fare un uso oculato della plastica e della carta, non sprecare acqua, cibo ed energia elettrica, differenziare i rifiuti, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico e condividere un medesimo veicolo tra più persone e così via (cfr. Laudato si’, 211). Non dobbiamo credere che questi sforzi siano troppo piccoli per migliorare il mondo. Tali azioni «provocano in seno a questa terra − afferma il Papa − un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente» (ivi, 212), e incoraggiano «uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo» (ivi, 222).

«Il proposito di cambiare ‘rotta’ − continua Papa Francesco nel Messaggio del 1 settembre 2016 dal titolo: Usiamo misericordia verso la nostra Casa comune − deve attraversare il modo in cui contribuiamo a costruire la cultura e la società di cui siamo parte: infatti, “la cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e di comunione” (Laudato si’, 228)». In altre parole, comporta l’amorevole consapevolezza di formare con gli altri esseri dell’universo una stupenda comunione universale. «Per il credente, il mondo non si contempla dal di fuori, ma dal di dentro, riconoscendo i legami con i quali il Creatore ci ha unito a tutti gli esseri» (ivi, 220).

Stimolante è stata per noi questa Serata, nella «Giornata del Creato». In essa non è mancato un doveroso riferimento a frate Francesco d’Assisi. Il suo messaggio relativo al creato non è un genere, ma una forma che plasma e piega a sé l’intero universo della 5ª edizione del Wiki- e CineCircolo. E’ stata, dunque, letta e commentata una “sua” lettera: «Lettera ai difensori dell’ambiente»! Ascoltandola, abbiamo avuto la sensazione che l’abbia scritta davvero lui, l’Assisiate. Non la troviamo però nel «corpus» dei suoi scritti. Quando era in vita, desiderava essere in comunicazione con tutti. Servendosi di segretari che davano stile a ciò che lui dettava, scrisse ben 13 lettere (si veda Fonti francescane, 178-255). Nella nostra lettera si trovano dunque messaggi, pensieri ed espressioni che non appaiono esplicitamente in quelle lettere, ma vi sono impliciti. Il «ghostwriter» (in inglese: «scrittore fantasma» o scrittore ombra) li ha attinti dalle biografie e dai maestri della Scuola francescana che a loro volta intinsero le loro penne nell’inchiostro dell’esperienza di frate Francesco, nella sua spiritualità, nel suo modo di sentire e di pensare. Così, grazie a fr. José Antonio Merino, minore francescano, già professore di storia della filosofia moderna all’Università autonoma di Madrid e al Pontificio Ateneo Antoniano di Roma, abbiamo 15 “nuove” missive che il Poverello d’Assisi avrebbe potuto indirizzare oggi a donne e giovani, governanti e finanzieri, medici e artisti, sacerdoti e banditi, difensori dell’ambiente, appunto, e a Papa Francesco (J. A. Merino, Lettere di Francesco d’Assisi dal suo esilio, Padova 2017). Nel nostro mondo tecnicizzato, purtroppo, non si scrivono né si ricevono lettere come prima. Sono state sostituite dalle poste elettroniche, dagli SMS (sigla dell’inglese Short Message Service, servizio messaggi brevi), dalle Chats (in inglese letteralmente «chiacchierate») o da WhatsApp (un’applicazione di messaggistica istantanea per dispositivi mobili, smartphone). L’immediatezza, la rapidità e la subitaneità tecnica hanno depennato e soppresso la tranquillità cordiale e la comunicazione dei sentimenti amorosi o amicali. Il genere epistolare è passato agli archivi: non compare più nelle relazioni di amicizia, nell’amore, nella cultura, nell’informazione, nella diplomazia. Ed è un vero peccato, perché con le epistole sono scomparsi modi di dire nobili, eleganti, grandiosi, eruditi, nuovi e sorprendenti. E frate Francesco, anche nelle “nuove” lettere, è sempre sorprendente. In più, al lettore trasmette «una nuova inquietudine, una ragionevole speranza, un po’ di allegria e, come no, un sorriso» (ivi, 7). Il suo vigoroso, fresco e autentico messaggio è capace di rivolgersi oggi, come 800 anni fa, al mondo intero.

Su questo sfondo, i due curatori principali delle Serate: la dott.ssa Teresa Cona e l’avv. Peppino Frontera, hanno lanciato la 5ª edizione del WikiCircolo dal filo conduttore: «L’uomo-custode e protettore di ‘sorella’ e ‘madre’ Terra», e del CineCircolo dal motto: «’Sorella’-‘madre’ Terra per immagini di speranza», cioè delle Serate conviviali con «aperitivo» e delle Serate cinematografiche con «cocktail». Un’edizione avvincente e stimolante, intrisa di speranza e di fiducia, aperta a tutti e, come sempre, offerta gratis. I depliant sono già pubblicati e disponibili, sia in forma elettronica che in quella cartacea.

Ovviamente, il programma delle singole Serate potrà subire variazioni che saranno comunicate sul poster, Facebook e Sito Web del Circolo. Tutte, comunque, saranno semplicissime, fraterne, conviviali, appunto. Inizieranno alle ore 19 e si concluderanno alle ore 21, con un «aperitivo» o un «cocktail», a seconda del budget che ora è “in rosso”. Il Circolo non è una Onlus, per cui sopravvive con le piccole donazioni spontanee dei suoi membri ed amici. Tutti i nostri “relatori” straordinari, invitati alla “tavola rotonda”, sono dei volontari, donando gratuitamente la loro energia, tempo, passione, intelligenza. In compenso hanno la nostra profonda riconoscenza e sincera gratitudine. In più, i frequentatori del Circolo instaurano con loro un rapporto amichevole e fraterno che si rende palese sul volantino, pubblicato una settimana prima dell’evento, e, in seguito, anche su questo portale, nelle foto, in un articolo.

Arrivederci, quindi, alla 1ª Serata conviviale (96 di seguito) che avrà per tema: «Ecumenicamente per il creato», e si terrà il 22 settembre, alle ore 19, nel Salone «S. Elisabetta d’Ungheria», presso la chiesa «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido. Alla “tavola rotonda” vorremmo avere qualche fratello valdese, protestante, greco-cattolico, ortodosso, perché possano volontaristicamente, dopo una breve autopresentazione (anche per immagini o video-filmato), condividere con noi l’impegno della loro comunità alla custodia del creato e alla cura dell’altro, magari in collaborazione con le altre confessioni cristiane, tra cui quella romano-cattolica, e dirci qualcosa sulla ricezione dell’enciclica di Papa Francesco nel loro ambiente. Saremmo felici di avere p. Vasyl Kulynyak, cappellano ucraino presso l’arcidiocesi di Crotone-S. Severina, che ci ha confermato la sua presenza. Aspettiamo ancora la conferma di p. Salvatore Sulla dell’eparchia di Lungro degli italo-albanesi e di pr. Ivan Dobrotchi della diocesi ortodossa romena d’Italia. Abbiamo contattato anche un fratello valdese ed evangelico di Catanzaro… Il programma dettagliato della Serata sarà presto pubblicato su questo portale, nella sezione «Prossimi Eventi».

Intanto, dopo la recita della Preghiera cristiana con il creato, tratta dall’enciclica Laudato si’ (n. 246), e un momento di convivialità attorno al tavolo con i pasticcini, ci rimbocchiamo le maniche, perché la marcia, da compiere insieme, con costanza, sia trainante e porti al largo i soci, amici e sostenitori del Circolo, offra nuovi impulsi, spunti di riflessione e momenti di coesione, semini la speranza di un avvenire nel quale ri-passionare tutti ai grandi temi e dare ascolto al «grido della terra e al grido dei poveri» (Laudato si’, 49). Siamo ancora agli albori, ma già dentro il cantiere per domani…

A presto, pieni di passione, energie e idee, gratuità e reciprocità.

Piotr Anzulewicz OFMConv