Viva Cristo Re!

È una domenica speciale: ultima dell’anno liturgico A, in cui stiamo per salutare l’evangelista Matteo, apostolo, già esattore delle tasse, e incontrare l’evangelista Marco, discepolo di s. Pietro.
È una domenica in cui celebriamo il 1° anniversario della consegna dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium e la Giornata Nazionale per il Sostentamento del Clero, con il suo motto: «Insieme ai sacerdoti. Insieme ai più deboli», commemoriamo s. Clemente I († 101), discepolo di s. Paolo e suo collaboratore a Filippi, autore della Lettera indirizzata ai Corinzi per ristabilire tra loro la pace e la concordia, 4° vescovo di Roma e papa (88-97), e accogliamo 6 nuovi santi, tra cui Ludovico da Casoria, francescano, alcantarino, frate ardente, apostolico e caritativo, fondatore degli ospizi ed educandati a Napoli, Assisi e Firenze, per anziani, fanciulli in difficoltà, bimbi “moretti”, riscattati in Africa dalla schiavitù.
Una domenica che ci coinvolge tutti, personalmente ed ecclesialmente, su un concetto della fede: Cristo Re.
7-crocefisso-no-9-c_optRe di che cosa? Re di tutto e di tutti, Signore della creazione e Signore della riconciliazione. «In lui, per mezzo di lui e in vista di lui furono create e riconciliate tutte le cose» (cfr. Col 1,16-20 ). Egli è «primogenito» (ivi, v. 18), il principio, il centro, il Signore. A lui Dio Padre ha dato la totalità. La sua signoria e regalità ingloba tutti gli uomini, le religioni, le culture, le nazioni… Un Re singolare, non secondo i cliché del potere di ieri e di sempre. Un Re speciale, fuori dai canoni delle regalità e dei regni di questa terra. Un Re nato povero e vissuto povero. Un Re scalzo a battere strade di miseria, di lacrime d’afflizione, di storie disgustose e disgustate, a beneficare, a sanare, a guarire. Un Re morto più povero che mai, appeso nudo al patibolo, nella città santa, Gerusalemme, sul monte Golgota, e da questo singolare “trono” esercita la sua regalità con l’amore, con la sofferenza, con il perdono, con la sete di giustizia. Un Re perdutamente invaghito delle sue creature.
Alla fine dei tempi, o forse anche solo alla fine della nostra vicenda terrena, o ancor più semplicemente al termine di ogni giornata, che cosa mai ci chiederà questo Re, Signore e Giudice dell’Universo? Vorrà sapere se lo abbiamo pregato abbastanza, se abbiamo saltato la Messa domenicale, se abbiamo aiutato e voluto bene ai nostri parroci, se siamo stati fedeli ai canoni della Chiesa, se abbiamo approfondito la nostra fede con letture spirituali e teologiche? No, queste cose fanno parte del vademecum del buon cristiano e certamente non saranno oggetto del suo giudizio, del tutto particolare, quasi anomalo e assurdo. Lui ci chiederà:
Bambini - abbandono“Avete visto quanta gente soffre la fame? Io sono lì. Avete visto quanta gente arde per la sete? Io sono lì. Avete visto quanti sono senza tetto? Avete visto quanti, per ripararsi, non solo non hanno una casa, ma neppure un vestito? Io sono tra quelli. Avete visto quanta gente non può muoversi con le proprie gambe perché impedita dalla malattia o dalla porta di un carcere? Lì sono io”.
“Ma quando mai, Signore? Tu non sei lì, tu sei nel cielo, tu sei in chiesa, tu sei nella creazione, tu sei nell’amore tra due persone, tu sei nella bellezza… impossibile incontrarti nella sofferenza!”. Eppure, lui è lì. Ed è lì, nella sofferenza, che si manifesta Re dell’Universo: «Ogni volta che l’avete fatto o meno a uno di questi fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (cfr. Mt 25,45). “Guardate ai vostri fratelli poveri, e guardate al vostro modo di guardarli. Se li vedete e fate qualcosa per loro (o per Dio, che è la stessa cosa), siete salvi. Se non li vedete, o fingete di non vederli, non c’è storia né preghiera né canone né misericordia divina che tengano: vi tenete la vostra cecità e la vostra indifferenza, e sarà il vostro supplizio”, il supplizio in quell’inaspettata scoperta d’aver trascorso una vita a parlare di Regno, di Cielo e di Eterno, e non essersi mai accorti che il Regno, il Cielo e l’Eterno si erano nascosti nella grammatica più elementare di tutte: quella dei bicchieri da riempire, delle vesti da far indossare, del pane da condividere, delle sbarre da oltrepassare. Col naso all’insù: per aver perduto l’appuntamento con la Bellezza. Lo pensavamo chissà come, ma lui rimase il Re umile. Il Re dei cristi piccoli. Il Rei dei cristi poveri, affamati, assettati, nudi, perseguitati, crocifissi. Il Re crocifisso.
Figlio, io sono il tuo DioInginocchiati davanti a lui, gli chiediamo perdono se spesso non lo abbiamo riconosciuto, se non lo abbiamo scoperto nei cristi di questa terra, se non lo abbiamo cercato nel volto delle persone sincere e generose che ci ha messe sul nostro cammino. Vogliamo credere in questo Re, amarlo e adorarlo, perché solo lui ci conforta, ci prende per mano e ci risolleva dal fango, ci libera dalle passioni del mondo ed estingue in noi sete di odio e di vendetta. Adesso è qui, nella Parola, e sarà qui, sull’altare, vivo, presente, in mezzo a noi, il suo popolo, «per sostenerci, per consolarci, per donarci la sua gioia. Lui mai ha fretta di lasciarci. Lui ha desiderio di stare con noi a lungo, perché noi apparteniamo a lui, siamo “cosa” sua, siamo le sue creature» (Papa Francesco).
Lui, Re di tutto e di tutti, Re dell’Universo, Alfa e Omega, Inizio e Fine, Salvatore e Redentore, nel tempo e nell’eternità, sia davvero il nostro Re. Nominiamolo sul serio Re del nostro microcosmo, esteriore e interiore, materiale e spirituale. Regni sempre nella nostra mente, nel nostro cuore, nel nostro agire, nella nostra gioia e nella nostra sofferenza. Regni sempre, perché il suo Regno è un Regno d’amore e di gioia, comunque e sempre. Viva Cristo Re!

Schede della settimana

(23-30.11.2014)

 Domenica 23 novembre: solennità della regalità universale di Cristo, Re delle intelligenze, dei cuori e delle volontà, e rinnovo della consacrazione dell’umanità al Sacro Cuore di Gesù. – Clemente I († 101), discepolo di s. Paolo e suo collaboratore a Filippi, 4° vescovo di Roma, papa (88-97), autore della Lettera indirizzata ai Corinzi per ristabilire tra loro la pace e la concordia.
& In Vaticano, sul sagrato della basilica papale di S. Pietro, Messa presieduta da Papa Francesco con il rito di canonizzazione di sei beati: Giovanni Antonio Farina († 1888), vescovo cattolico italiano, fondatore della Congregazione delle Suore Maestre di S. Dorotea, figlie dei Sacri Cuori; Kuriakose Elias Chavara della Sacra Famiglia († 1871), cofondatore e primo priore generale dei Carmelitani di Maria Immacolata; Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore († 1952), religiosa indiana della Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo; Ludovico da CasoriaLudovico da Casoria dell’Ordine dei Frati Minori Alcantarini († 1885), fondatore ad Assisi nel 1871 dell’Istituto Serafico, dove si fece carico di accogliere ragazzi sordi e ciechi, da lui definiti «creature infelici e abbandonate», nella convinzione che anch’essi potessero avere un futuro; Amato Ronconi († ca. 1292), terziario francescano della diocesi di Rimini; Nicola da Longobardi († 1709), religioso dell’Ordine dei Minimi, e, al termine, la recita dell’Angelus (ore 10.20-12.10: http://player.rv.va/rv.player01.asp? language=it&visual=  VaticanTic&Tic=VA_9NYT81DR).
& Giornata Nazionale per il Sostentamento del Clero, con il motto: «Insieme ai sacerdoti. Insieme ai più deboli», per richiamare l’attenzione sul ruolo ecclesiale e sociale dei 34 mila sacerdoti secolari e religiosi, a servizio delle 226 diocesi italiane, e creare un’effettiva solidarietà e condivisione, anche con un piccolo contributo, assicurando ad ognuno di loro i mezzi necessari per una vita dignitosa nello svolgimento della loro missione.
# Le offerte, raccolte in questa domenica, vengono inviate all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero che provvede a distribuirle tra tutti i presbiteri, affinché anche coloro che appartengono alle Comunità parrocchiali più piccole e povere possano contare su un’equa distribuzione delle offerte, che sono deducibili dal proprio reddito, sia ai fini del calcolo dell’IRPEF che delle relative addizionali (così sono sostenuti anche i 3 mila sacerdoti che, per ragioni di età o di salute, sono in previdenza integrativa, e circa 600 sacerdoti impegnati nelle missioni nei Paesi in via di sviluppo come fidei donum).
& 1° anniversario della consegna, da parte di Papa Francesco, dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium.

▪ Lunedì 24 novembre: Ad Hanoi nel Tonchino, s. Andrea Dũng Lạc († 1839), sacerdote, e 116 compagni, martiri, di varie regioni del Viet Nam, tra i quali 8 vescovi, moltissimi sacerdoti e un gran numero di fedeli laici di entrambi i sessi e di ogni condizione ed età, che preferirono patire l’esilio, il carcere, le torture e l’estremo supplizio, per decapitazione, piuttosto che recare oltraggio alla croce e rinnegare la fede cristiana, dichiarati santi nel 1988 da Giovanni Paolo II. & Inizio del Triduo in onore di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa.

▪ Martedì 25 novembre: S. Caterina d’Alessandria d’Egitto (secc. III-IV), vergine e martire, patrona dei filosofi, degli studenti di teologia e dei mugnai, protettrice delle apprendiste sarte e modiste (è anche patrona dello “studio dei legisti” dell’Università di Padova e dell’Università di Siena).

Violenza contro la donna 1& Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, istituita dall’ONU nel 1999, un’occasione per sostenere la lotta contro il femminicidio e la violenza in Italia e nel mondo tramite appelli ed iniziative di sensibilizzazione. # La data richiama il massacro delle sorelle Mirabal, attiviste politiche, ricordate anche come ‘las mariposas’, durante il regime dittatoriale dominicano di Rafael Trujillo, che accadde proprio il 25 novembre del 1961. Il Comitato per l’eliminazione della discriminazione contro le donne identifica la violenza contro le donne come «ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi o possa provocare danno fisico, sessuale, psicologico o una sofferenza, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia in pubblico che nella vita privata». Gli atti di violenza di genere possono includere, tra gli altri, la violenza domestica, l’abuso sessuale, lo stupro, le molestie sessuali, la tratta delle donne, la prostituzione forzata.

Parlamento europeo& Visita di Papa Francesco al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa a Strasburgo, città simbolo della riconciliazione europea, su invito del Presidente del Parlamento Martin Schulz, durante la quale rivolge un discorso a entrambi le Assemblee: un segnale di sostegno e di incoraggiamento a proseguire il progetto europeo nel suo vettore di pace, di integrazione e di unità, indicando i valori fondamentali, ispirati in gran parte alla fede cristiana; una visita che arriva 26 anni dopo quella di Giovanni Paolo II che aveva indicato come campi di missione per l’Europa unita la custodia del creato (la difesa dell’ambiente), la solidarietà verso migranti e rifugiati e la ricostituzione di una visione integrale dell’uomo, in tutte le sue dimensioni, compresa anche quella spirituale e trascendente, campi di drammatica attualità.
# Il Parlamento risponde ai 28 Paesi dell’Unione ed è un’istituzione di tipo prettamente politico, di parlamentari eletti dai cittadini, mentre il Consiglio d’Europa è un’organizzazione intergovernativa, composta dai 47 Stati membri (la bandiera dell’Europa raffigura 12 stelle che richiamano l’immagine della Madonna propria del 12 capitolo dell’Apocalisse: «Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di 12 stelle« [v. 1]).

13X18,9& Presso la Parrocchia «Mater Domini» di Catanzaro, alle ore 17.30, presentazione del libro «I care humanum» – passare la fiaccola della nuova umanità di mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro–Squillace (ne discutono con l’autore: prof. Luca Diotallevi – docente di sociologia presso l’Università Roma Tre, e don Massimo Naro – direttore del Centro Studi Cammarata di San Cataldo; modera gli interventi Antonio Cavallaro – responsabile divisione Digital presso Rubbettino Editore).

▪ Mercoledì 26 novembre: A Roma nel convento di S. Bonaventura sul Palatino, s. Leonardo da Porto Maurizio († 1751), ligure, figlio di un capitano di marina, nato a Porto Maurizio, l’odierna Imperia, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Osservanti, definito da s. Alfonso Maria de’ Liguori «il più grande missionario del nostro secolo», che impegnò tutta la sua vita nella predicazione, nel pubblicare libri di devozione e nel far visita ad oltre 300 missioni a Roma, in Corsica e nell’Italia settentrionale; è ideatore della Via crucis e patrono delle missioni al popolo. – A Bisignano in Calabria, s. Umile (Luca Antonio) Pirozzo († 1637), religioso dell’Ordine dei Frati Minori Riformati, insigne per lo spirito di profezia, le frequenti estasi e una serie ininterrotta di prodigi come guarigioni istantanee, beatificato da Leone XIII nel 1882 e canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2002.

& In Vaticano, incontro del Papa con i gruppi di fedeli e i pellegrini in occasione dell’Udienza generale per la catechesi del mercoledì (ore 10.25-12: http://www.radiovaticana.va /player/index_fb.asp?language= &visualizzazione=VaticanTic&Tic=VA_FUBSE4GP).

Medaglia miracolosa▪ Giovedì 27 novembre: Madonna della Medaglia Miracolosa, Medaglia coniata in seguito alla seconda apparizione di Maria a s. Caterina Labouré († 1876) nella cappella in Rue du Bac 140 a Parigi, come segno di amore, pegno di protezione e sorgente di grazie, definita da s. Massimiliano Kolbe la “cartuccia contro il maligno” e adottata da lui come l’emblema della sua Milizia dell’Immacolata (MI).
# La Madonna, nell’apparizione del 27 novembre 1830, nella cappella parigina, disse a suor Caterina Labouré: «Fa’ coniare una Medaglia su questo modello: le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie; le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia». Sul diritto della Medaglia suor Caterina aveva visto la Madonna biancovestita, con le braccia distese sul mondo, le dita delle mani emananti fasci di luce di vario splendore e le parole: «O Maria concepita senza peccato, prega per noi che a te ricorriamo». Sul rovescio, fra 12 stelle, la lettera M sormontata da una croce e, sotto, il Cuore di Gesù circondato da una corona di spine e il Cuore di Maria trafitto da una spada.
& Al «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido, adorazione eucaristica parrocchiale (ore 17-18).

▪ Venerdì 28 novembre: A Napoli, deposizione di s. Giacomo della Marca († 1476), sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Osservanti, discepolo di s. Bernardino da Siena, insigne predicatore in Italia, Polonia, Boemia, Bosnia e Ungheria, ardente oratore, ideatore dei Monti di Pietà, dove i poveri potevano impegnare le proprie cose, non più all’esoso tasso preteso dai privati usurai, ma ad un interesse minimo – istituzioni finanziarie senza scopo di lucro, per erogare prestiti di limitata entità (microcredito), a condizioni favorevoli rispetto a quelle di mercato, in cambio di un pegno le sue ultime parole: «Gesù, Maria. Benedetta la Passione di Gesù»).
Moschea blu& Viaggio apostolico di Papa Francesco in Turchia (Ankara e Istanbul), su invito del Presidente del Paese e del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, da oggi fino al 30 novembre, festa di s. Andrea.

▪ Sabato 29 novembreTutti i Santi dell’Ordine francescano, in coincidenza con l’anniversario della conferma della Regola di s. Francesco d’Assisi (1223, papa Onorio III): tutti loro ci rivelano cosa significhi l’amore disinteressato inteso come il dono totale di sé, riconoscendo in Dio il “tutto” della loro vita, il vertice della loro felicità, la pienezza della loro vita. – A Lucera in Puglia, s. Francesco Antonio Fasani, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, che, uomo di raffinata cultura e pervaso da un grande amore per la predicazione e la penitenza, si adoperò al tal punto per i poveri e i bisognosi da non esitare mai a privarsi della veste per coprire un mendicante e offrire a tutti il suo sostegno, particolarmente vicino ai carcerati e ai condannati che accompagnava fino al luogo del supplizio, devotissimo dell’Immacolata Concezione (morì il 29 novembre 1742, il primo giorno della novena dell’Immacolata), sepolto nella chiesa di S. Francesco a Lucera, meta di frequenti pellegrinaggi, proclamato beato nel 1951 da Pio XII e canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1986. & 2° giorno del viaggio apostolico in Turchia: Papa Francesco si trasferisce in aereo da Ankara a Istanbul (ore 9.30-9.45); si reca alla Moschea Sultan Ahmet, detta la Moschea Blu, e al Museo di S. Sofia (ore 10.15-11.20); presiede la Messa nella cattedrale dello Spirito Santo con le comunità cattoliche: latina, armena, sira e caldea (14.45-16.30); partecipa insieme al Patriarca ecumenico Bartolomeo I alla preghiera ecumenica nella chiesa patriarcale di S. Giorgio, cui segue un incontro privato tra loro nel Palazzo patriarcale (ore 17-18.15: http://player.rv.va/rv.player01.asp?language=it&visual=VaticanTic&Tic=VA_UND2I537). & Nella basilica papale di S. Maria Maggiore a Roma, alla vigilia dell’inizio dell’Anno di vita consacrata, Veglia di preghiera, durante la quale viene proiettato un videomessaggio del Papa che si trova in Turchia (ore 19-20.30). & Inizio della novena in preparazione alla solennità Giornata di solidarieta per il popolo palestinese 2dell’Immacolata& Giornata Internazionale di Solidarietà col Popolo Palestinese che risale al 29 novembre 1947, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione che stabiliva la creazione di uno “Stato ebraico” e di uno “Stato arabo”, con Gerusalemme come «corpus separatum» sottoposta a un regime internazionale speciale (dei due Stati previsti dal documento, solo uno, Israele, ha visto di fatto la luce. Il 29 novembre 2012, la stessa Assemblea generale ha approvato una risoluzione con cui la Palestina è diventata Stato osservatore non membro dell’ONU). & 18ª Giornata Nazionale della Colletta Alimentare: «Vi invito a fare posto nel vostro cuore a questa urgenza, rispettando questo diritto dato da Dio a tutti di poter avere accesso ad una alimentazione adeguata. Condividiamo quel che abbiamo nella carità cristiana con chi è costretto ad affrontare numerosi ostacoli per soddisfare un bisogno così primario. Invito tutti noi a smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane non abbiano un impatto sulle vite di chi la fame la soffre sulla propria pelle» (Papa Francesco, 9 dicembre 2013).

Domenica 30 novembre: 1ª Domenica di Avvento – Festa di s. Andrea di Betsaida († 60), apostolo, fratello di Simon Pietro, il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato da Gesù, sul lago di Galilea, dopo una giornata di pesca infruttuosa; presente nei momenti privilegiati: il Tabor, il Getsemani e il Venerdì Santo; evangelizzatore della Grecia, fondatore della Chiesa di Costantinopoli, martire – secondo le antiche tradizioni – a Patrasso, legato, e non inchiodato, su una croce a forma di X, detta croce decussata, comunemente conosciuta con il nome di «croce di s. Andrea», per sua personale scelta, dal momento che egli non avrebbe mai osato eguagliare il Maestro, Gesù, nel martirio; patrono in Scozia (la croce di s. Andrea figura nella sua bandiera, e di conseguenza in quella del Regno Unito, e nello stemma Anno della vita consacrata 1della Nuova Scozia), Russia (nell’insegna della marina russa), Romania, Ucraina e Grecia, ad Amalfi e a Luga (Malta). & Concelebrazione eucaristica nella basilica papale di S. Pietro in Vaticano per l’apertura dell’Anno della vita consacrata (ore 10). # Gli obiettivi principali dell’Anno (30 novembre 2014 – 2 febbraio 2016) sono: 1. fare “memoria grata” del passato recente, che va dal Concilio Vaticano II – e in particolare dalla pubblicazione del decreto «Perfectae caritatis» – fino ad oggi, segnato dalla presenza dello Spirito che porta i consacrati a vivere anche le debolezze e le infedeltà come esperienza della misericordia e dell’amore di Dio, ad essere “icone viventi” del Dio “tre volte santo” e a “gridare” al mondo, con forza e con gioia, la loro vitalità, spesso nascosta, ma non meno feconda, nei monasteri, nei conventi, nelle case; 2. abbracciare il futuro con speranza, assumendo il momento presente, «delicato e faticoso» (Giovanni Paolo II), non come l’anticamera della morte, ma come un «kairos», un’occasione favorevole per la crescita in profondità, nella certezza che la vita consacrata non potrà mai sparire nella Chiesa, poiché «è stata voluta dallo stesso Gesù come parte irremovibile della sua Chiesa» (Benedetto XVI); 3. vivere il presente con passione, per testimoniare la bellezza della sequela di Cristo “più da vicino” e «svegliare il mondo» (Papa Francesco), specie nelle periferie esistenziali della povertà e del pensiero, “evangelizzando”, curando e potenziando la vita fraterna in comunità e la formazione continua nella «fedeltà dinamica» e creativa, al testimone lasciato dai rispettivi fondatori e fondatrici (cfr. VC 37), e alla luce delle sfide della postmodernità. & 3° giorno del viaggio apostolico in Turchia: Papa Francesco assiste alla Divina Liturgia nella chiesa patriarcale di S. Giorgio, cui segue la benedizione ecumenica insieme al Patriarca Bartolomeo I e la firma di una dichiarazione congiunta (ore 8.20-11); cerimonia di congedo per il ritorno a Roma (ore 15.45-16: http://player.rv.va/rv.player01.asp?language=it&visual=VaticanTic&Tic=VA_UND2I537). & Onomastico di p. Andrea Buzor, vicario della Parrocchia «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido: auguri di cuore a lui e a tutti gli altri Andrea…

Amici, è difficile scambiarci auguri per questa settimana. Il nostro paese è in un momento delicato politicamente ed economicamente. Il Vangelo ci attesta che il mondo non precipita nell’abisso del nulla. Esso è nelle braccia di Dio e la parola del Vangelo è l’appiglio che noi abbiamo per leggere la storia e per vedere che Dio ne è il Signore. Malgrado la fatica, il dolore e la logica mondana che ancora alberga nei nostri cuori e nei nostri giudizi, lo Spirito divino avanza e dice alla Chiesa, sua sposa: Maranathà! (“Vieni!”).

Piotr Anzulewicz OFMConv




Dono e compito

FruttiLa Parola di Dio che la liturgia ci presenta nella 33ª Domenica del tempo ordinario, penultima dell’anno liturgico – domenica in cui commemoriamo s. Giuseppe Moscati, straordinaria figura di laico cristiano, che ha fatto della sua professione una missione di carità e di dedizione – contiene la «parabola dei talenti» di Matteo, apostolo ed evangelista, già esattore delle tasse, chiamato Levi o il Pubblicano, diventato discepolo di Cristo (Mt 25,14-30). Lo stiamo per salutare, per incontrare Marco, discepolo di Pietro, e iniziare il percorso di Avvento. Tuttavia, prima di lasciarci, Matteo consegna una salutare “frustata” all’indirizzo della nostra accidia. Siamo chiamati – dice – ad essere svegli, creativi, operosi, a far fruttare i nostri talenti, doni, potenzialità e capacità, a non lasciarli irrancidire, a non sotterrarli nel solco del nostro «io», a non fare dell’intelligenza, bellezza e salute un fiore all’occhiello della nostra immagine. È triste vedere chi, pur avendo ricevuto un grande dono, non solo non lo fa fruttare, ma addirittura ostacola chi lo farebbe fruttare.
Questa è una parabola che ci fa riflettere molto sulla larghezza dei doni di Dio. Fra i miliardi di persone viventi, e quelli esistiti o che esisteranno, nessuno ha i lineamenti del nostro volto, il tono della nostra voce, le varie sfumature della nostra espressione e del nostro sguardo. Nessuno ebbe e mai avrà i sentimenti del nostro cuore. Ciascuno di noi è un “prodigio” singolare, particolare, unico. È un “sogno”, un investimento, un capitale, chiamato a realizzarsi, umanizzarsi, amorizzarsi, anche se ammalato, handicappato, menomato o depresso a tal punto da sembrargli di non valere una cicca. È sempre “prezioso” agli occhi di Dio, è sua creatura, è dono del suo amore, è oggetto della sua infinita tenerezza. «Al di là di qualsiasi apparenza, è immensamente sacro» (Evangelii gaudium, n. 273). È degno della nostra dedizione, e non per il suo aspetto fisico, per il suo linguaggio, per la sua mentalità o per le soddisfazioni che ci può offrire, ma perché Dio l’ha creato a sua immagine» (ivi, n. 274) e l’ha redento in Cristo. Per questo, tutto ciò che è e tutto ciò che ha deve farlo diventare “carità”.
Donna e bambino (Klint)Se abbiamo la salute, essa è anche per chi non ce l’ha. E se la tratteniamo solo per noi, proveremo il disgusto dell‘egoista. Se siamo dotati dell’intelligenza, essa è pure per chi ne è sprovvisto, perché se la usiamo esclusivamente per noi stessi, slitteremo nell’orgoglio e proveremo inquietudine, tedio e amarezza. Se siamo forniti di sensibilità, delicatezza e altruismo, dobbiamo pensare che sono “talenti” da investire per il bene degli altri, altrimenti diventeranno “imputridite” (Gc 5,2). Insomma, chi non impegna la propria vita per gli altri, non «prenderà parte alla gioia del suo padrone» (Mt 25,23). Imbocchiamo allora il cammino della responsabilità del dono, gratuito, disinteressato, oblativo.
«Si è più beati nel dare che nel ricevere» (At 20,35). Non si vive meglio se si resiste a dare, se si fugge dagli altri, se si nega alla condivisione, se ci si rinchiude nella comodità, se si rimane chiusi nella pigrizia, nel vuoto egoista, nel pessimismo, nel fatalismo, nella sfiducia. Ciò non è altro che un lento suicidio. «Difendiamoci – ci sprona Papa Francesco – da tutto ciò che è mondanità, immobilismo, comodità, clericalismo, chiusura in noi stessi. (…) I giovani devono emergere, farsi valere, uscire per lottare per i valori (…); e gli anziani devono aprire la bocca, insegnarci, trasmetterci la saggezza dei popoli!» (Discorso nella cattedrale di São Sebastião di Rio de Janeiro, rivolto ai giovani argentini, 25 luglio 2013).
«I giovani – ha affermato mons. Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, al Simposio internazionale su «I giovani contro la prostituzione e la tratta di persone», apertosi il 15 novembre in Vaticano – hanno bisogno di speranza, di futuro, di sapere quali sono le loro potenzialità, i loro talenti e le loro ricchezze per metterle al servizio di quest’umanità, dove sembra che ciò che è più importante e valido, è solo l’interesse, il piacere, il potere, il possesso. La nostra più grande forza è “lavorare in rete”. Da soli non riusciamo a far niente, ma se mettiamo insieme le potenzialità dei giovani, ma anche i nostri Paesi, le nostre chiese, le nostre scuole, le nostre società, questi possono veramente imboccare una strada giusta, dove la persona è al centro. Come umanità, come società, siamo un grande mosaico, ma il mosaico è fatto di piccoli pezzettini; quello che è importante è che ciascuno sia al proprio posto. Allora il mosaico sarà qualcosa di veramente bello: una creazione nuova dell’oggi, di questa nostra società».
Mani (albero)La logica del mondo chiede di essere produttivi, aggressivi, decisi e forti, per spaccare il mondo e conquistare mercati e danari. Nella logica del mondo nuovo ciò che conta è donare/amare, essere operosi e fecondi. Certo, la fecondità molte volte è invisibile e non può essere contabilizzata. Rimane tuttavia «la certezza – scrive Papa Francesco nell’Esortazione apostolica «Evangelii gaudium sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale», resa pubblica il 24 novembre 2013, alla chiusura dell’Anno della fede – che non va perduta nessuna delle nostre opere svolte con amore, non va perduta nessuna delle nostre sincere preoccupazioni per gli altri, non va perduto nessun atto d’amore per Dio, non va perduta nessuna generosa fatica, non va perduta nessuna dolorosa pazienza. Tutto ciò circola attraverso il mondo come una forza di vita».
«A volte – prosegue il Papa – ci sembra di non aver ottenuto con i nostri sforzi alcun risultato, ma la missione non è un affare o un progetto aziendale, non è neppure un’organizzazione umanitaria, non è uno spettacolo per contare quanta gente vi ha partecipato grazie alla nostra propaganda; è qualcosa di molto più profondo, che sfugge ad ogni misura. Forse il Signore si avvale del nostro impegno per riversare benedizioni in un altro luogo del mondo dove non andremo mai. (…) Noi ci spendiamo con dedizione, ma senza pretendere di vedere risultati appariscenti. Sappiamo soltanto che il dono di noi stessi è necessario. Impariamo a riposare nella tenerezza delle braccia del Padre in mezzo alla nostra dedizione creativa e generosa. Andiamo avanti, mettiamocela tutta, ma lasciamo che sia lui a rendere fecondi i nostri sforzi come pare a lui» (n. 279).

Schede della settimana

(16-23.11.2014)

Medico con bambini Domenica 16 novembre: 33ª Domenica del tempo ordinario (A). – A Napoli, s. Giuseppe Moscati († 1927), medico «che ha fatto della professione una palestra di apostolato, una missione di carità, uno strumento di elevazione di sé, e di conquista degli altri a Cristo»; professore universitario «che ha lasciato tra i suoi alunni una scia di profonda ammirazione non solo per l’altissima dottrina, ma anche e specialmente per l’esempio di dirittura morale, di limpidezza interiore, di dedizione assoluta data dalla cattedra; scienziato d’alta scuola, noto per i suoi contributi scientifici di livello internazionale, per le pubblicazioni e i viaggi, per le diagnosi illuminanti e sicure, per gli interventi arditi e precorritori» (Paolo VI), canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1987, come straordinaria figura di laico cristiano, al termine del Sinodo dei Vescovi «sulla vocazione e missione dei laici nella Chiesa». – A Vilnius, in Lituania, S. Maria della Porta dell’Aurora (Aušros Vartai) o Madre della Misericordia (Nel 1970, nelle grotte della basilica di S. Pietro in Vaticano, è stata benedetta una cappella lituana, nel cui altare è raffigurato un mosaico in cui il papa Paolo VI benedice l’immagine della Madre della Misericordia della Porta dell’Aurora). – In Scozia, s. Margherita († 1093), «modello di madre e di regina per bontà e saggezza». – In Germania, s. Geltrude (Gertrude), detta la Grande († 1302), cistercense di Helfta, donna di profonda cultura anche profana, mistica, tenera devota dell’’umanità di Cristo (precorse il culto al Sacro Cuore di Gesù). – Ad Assisi, s. Agnese († 1253), sorella minore di s. Chiara, fondatrice del secondo monastero delle clarisse, quello di Monticelli a Firenze. – 18ª Giornata Internazionale a favore della Tolleranza, proclamata dall’UNESCO nel 1996.
La tolleranza va insegnata, comunicata, appresa e nutrita, dentro e fuori la scuola, come «il vincolo che ci mantiene uniti nel viaggio comune verso un futuro pacifico e sostenibile» (Ban Ki-moon), abbandonando ogni pregiudizio, indifferenza, odio, pulizia etnica, disprezzo, ingiustizia, violenza, terrorismo, estremismo, emarginazione e discriminazione delle minoranze e dei migranti, creando una rete di solidarietà globale in grado di affrontare le sfide comuni e rinnovando l’impegno al dialogo interculturale, alla comprensione tra tutti i popoli e le comunità, al rispetto reciproco per la ricchezza della diversità umana, anche attraverso partenariati con i media e programmi di scambi giovanili.
Kwiaty na slupie– 9ª Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada, istituita dall’ONU nel 2005, per sensibilizzare cittadini e opinione pubblica sull’importante tema della sicurezza e delle buone pratiche che ogni utente della strada deve applicare indipendentemente da quale sia il modo in cui ci si sposta.
«Non sono le vittime che hanno bisogno di essere ricordate – sottolinea Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada –, ma siamo noi, persone ed istituzioni, che abbiamo bisogno di ricordare le vittime per liberarci dai comportamenti prepotenti, omissivi e inosservanti delle norme. (…) A impedire che la strage sia debellata del tutto sono proprio le istituzioni, le amministrazioni, con il loro comportamento omissivo. Spesso giustificano la loro inerzia e i loro mancati interventi con l’insufficienza di soldi, ma non si possono sottomettere il proprio senso di responsabilità, la propria intelligenza, ai soldi. Le istituzioni hanno il compito di garantire la sicurezza della strada e ne debbono rispondere. Non a caso la maggior parte degli incidenti si concentrano sempre sugli stessi tratti stradali, nei quali le amministrazioni mantengono colpevolmente le condizioni di pericolosità». «Inutile sottolineare che l’incidente stradale è la prima causa di morte tra i giovani al di sotto dei 30 anni e che il numero delle vittime che si registra ogni anno sulle strade italiane rappresenta la più grave strage a cui stiamo assistendo in tempo di pace – dice Giulietta Pagliaccio, presidente nazionale della Federazione Italiana Amici della Bicicletta. – Dobbiamo quindi sentirci tutti chiamati in causa assumendo responsabilità e impegno, ognuno nel proprio ambito, per garantire la sicurezza a tutti».
– A Brisbane, in Australia, conclusione del Vertice del G20, la riunione annuale dei capi di Stato e di Governo dei principali Paesi sviluppati ed emergenti, concentrata non solo sugli sforzi per rilanciare un progetto di crescita sostenibile dell’economia mondiale ed allontanare “lo spettro della recessione globale”, ma anche sull’evasione fiscale, crisi politiche internazionali ed emergenze umanitarie.
«Vorrei chiedere – scrive Papa Francesco nella lunga lettera inviata al primo ministro australiano, Tony Abbot, che ospita la riunione – di non dimenticare che dietro le discussioni politiche e tecniche sono in gioco molte vite (…). Troppe donne e uomini soffrono a causa di grave malnutrizione, per la crescita del numero dei disoccupati, per la percentuale estremamente alta di giovani senza lavoro e per l’aumento dell’esclusione sociale che può portare a favorire l’attività criminale e perfino il reclutamento di terroristi», senza contare – annota – la «costante aggressione all’ambiente naturale, risultato di uno sfrenato consumismo». Il Papa entra poi in alcune delle contingenze più calde del momento. «Il mondo intero – sostiene – si attende dal G20 un accordo sempre più ampio che possa portare (…) a un definitivo arresto nel Medio Oriente dell’ingiusta aggressione rivolta contro differenti gruppi, religiosi ed etnici, incluse le minoranze». La crisi in quello scacchiere sollecita – dice – un «accordo» che porti a «eliminare le cause profonde del terrorismo, che ha raggiunto proporzioni finora inimmaginabili» e che ha come carburante «la povertà, il sottosviluppo e l’esclusione». La soluzione in questo caso – ribadisce Papa Francesco – «non può essere esclusivamente di natura militare», ma deve concentrarsi «su coloro che in un modo o nell’altro incoraggiano gruppi terroristici con l’appoggio politico, il commercio illegale di petrolio o la fornitura di armi e tecnologia». Accanto a questo – soggiunge – urge uno «sforzo educativo» e «una consapevolezza più chiara che la religione non può essere sfruttata come via per giustificare la violenza». Inoltre, la situazione in Medio Oriente ripropone «il dibattito sulla responsabilità della comunità internazionale di proteggere gli individui e i popoli da attacchi estremi ai diritti umani e contro il totale disprezzo del diritto umanitario». Tuttavia, sono anche di altro tipo le aggressioni contro i quali i Paesi del G20 dovrebbero munirsi e intervenire. Si tratta – stigmatizza il Papa – degli «abusi nel sistema finanziario», quelle «transazioni che hanno portato alla crisi del 2008 e più in generale alla speculazione sciolta da vincoli politici o giuridici e alla mentalità che vede nella massimizzazione dei profitti il criterio finale di ogni attività economica». «Una mentalità, nella quale le persone sono in ultima analisi scartate, non raggiungerà mai la pace e la giustizia», è la considerazione di Papa Francesco che sottolinea come i vari conflitti lascino «profonde cicatrici» e producano «in varie parti del mondo situazioni umanitarie insopportabili».
– In Piazza S. Pietro a Roma, preghiera mariana dell’Angelus Domini e breve riflessione di Papa Francesco (ore 12-12.30: http://player.rv.va/rv.player01.asp?language=it&visual= VaticanTic&Tic=VA_HAYIUAAM).
Elisabetta d'Ungheria 3▪ Lunedì 17 novembre: S. Elisabetta d’Ungheria († 1231), principessa ungherese, terziaria francescana, canonizzata da Papa Gregorio IX nel 1235, patrona principale del Terz’Ordine Regolare di S. Francesco (TOR), dell’Ordine Francescano Secolare (OFS) e della Fraternità secolare presso la chiesa e il convento «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido, fulgido esempio per i giovani e per gli sposi, messaggeri odierni dell’amore di Dio, fiaccola luminosa per quanti seguono il Cristo nel servizio per il prossimo. In lei anche noi riconosciamo la chiamata dell’amore di «Dio, ricco di misericordia» (Ef 2,4), e con cuore intuiamo la forza di quell’amore che unisce i cuori umani, umanizza e armonizza tutte le relazioni interpersonali, asciuga le lacrime e versa il balsamo sulle ferite di chi vive nel nostro ambiente.
– In Vaticano, con l’intervento di Papa Francesco, Colloquio Interreligioso Internazionale sul tema «La complementarietà dell’uomo e della donna», raduno di studiosi e leader religiosi, ebrei, cristiani, musulmani e di altre confessioni, «al fine di proporre di nuovo la bellezza della naturale unione dell’uomo e della donna nel matrimonio», promosso da quattro dicasteri vaticani: la Congregazione per la Dottrina della Fede e i Pontifici Consigli per la Famiglia, Dialogo Interreligioso e Unità dei Cristiani (17-19 novembre). I relatori sviluppano vari aspetti di questa complementarità, «per sostenere e rinvigorire il matrimonio e la vita familiare», e i testimoni «attingono alla saggezza della loro tradizione religiosa e all’esperienza culturale, per dare testimonianza alla forza e alla vitalità della complementarità dell’uomo e della donna».
– In Vaticano, sotto il colonnato di S. Pietro, inizio dei lavori per realizzare tre docce per i senzatetto, per l’iniziativa del mons. Konrad Krajewski, l’elemosiniere di Papa Francesco, già realizzata in dieci parrocchie romane, a cominciare da Via Gregorio VII, Piazzale Clodio e l’Aventino (E’ quello che possiamo fare anche noi, nel nostro piccolo, trasformando i bagni parrocchiali in docce?).
– In Vaticano, nella Sala Stampa della Santa Sede, Briefing sui programmi della visita del Papa al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa di Strasburgo e del viaggio apostolico in Turchia dal 28 al 30 novembre prossimi (ore 12.30-13.30: http://www.radiovaticana.va/player/ index_fb.asp?language=it&visualizzazione=VaticanTic&Tic=VA_FUBSE4GP).
Opern Day (Giornata mondiale del bambino prematuro)Open Day: Giornata Mondiale del Neonato Prematuro (bambino pretermine), durante la quale gli Ospedali con i Bollini Rosa offrono alcuni servizi gratuiti, con lo scopo di informare e sensibilizzare la popolazione sulle strategie di contenimento dei rischi correlati alla nascita prematura e delle complicanze conseguenti.
▪ Martedì 18 novembre: Dedicazione delle basiliche dei ss. Pietro e Paolo, segno dell’unità e dell’apostolicità della Chiesa (Ci stringiamo attorno al Papa, successore di Pietro, e rinnoviamo verso di lui la fedeltà, consapevoli della propria miseria e della misericordia di Dio). – In Polonia, b. Karolina Kózka († 1914), chiamata anche la “Maria Goretti polacca” e considerata come b. Pierina Morosini († 1957) e  b. Albertina Berkenbrock († 1931), beatificata nel 1987 da Papa Giovanni Paolo II, patrona della gioventù cattolica polacca.
– In Vaticano, nella Sala Stampa della Santa Sede, presentazione della Conferenza Internazionale su «La persona con disturbi dello spettro autistico: animare la speranza», promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (ore 11.30-12.30: http://www.radiovaticana.va/ player/index_fb.asp?language=it&visualizzazione=VaticanTic&Tic=VA_FUBSE4GP).
▪ Mercoledì 19 novembre: Nel monastero di Hackeborn (o di Helfta) nella Sassonia in Germania, s. Mectilde o Matilde († 1298), monaca, donna di squisita dottrina e umiltà, che, con sorella maggiore s. Geltrude la Grande, è gloria dei monachesimo germanico e una delle maggiori scrittrici spirituali e mistiche del cristianesimo, autrice di uno dei libri più noti della mistica medievale: Libro della grazia speciale.
– In Vaticano, incontro del Papa con i gruppi di fedeli e pellegrini in occasione dell’Udienza generale per la catechesi del mercoledì (ore 10.25-12: http://www.radiovaticana.va/ player/index_fb.asp?language=it&visualizzazione=VaticanTic&Tic=VA_FUBSE4GP). – A Roma, 7° Congresso Mondiale della Pastorale delle Migrazioni, centrato sulla “diaspora” dei migranti, specie delle famiglie, sul carattere di partenariato che gli immigrati assumono nei Paesi di transito e di approdo, sull’aspetto della “dignità” di ogni migrante (la priorità assoluta di accogliere tutti i migranti e salvare ogni singola vita umana), organizzato dal competente dicastero vaticano e ospitato dall’Università Urbaniana, con la partecipazione di circa 300 persone di 93 Stati di ogni continente. – A Napoli, presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, davanti ad una commissione di docenti, riunita in sessione pubblica alle ore 9.30, difesa della tesi di dottorato in teologia dal titolo: L’esperienza religiosa e l’umano simbolico in Julien Ries. Approccio storico-critico e teologico-pastorale,da parte di p. Francesco Celestino OFMConv, Custode provinciale di Calabria e membro del Consiglio direttivo del Circolo Culturale San Francesco (Direttore: p. prof. Edoardo Scognamiglio OFMConv, Ministro provinciale di Napoli e Basilicata).

▪ Giovedì 20 novembre: A Torino, ss. Ottavio, Solutore e Avventore († fine III sec.), appartenenti alla leggendaria legione tebea (originaria dell’Oriente) e trucidati sotto l’imperatore Massimiano, ritenuti i primi martiri della città. – In Inghilterra, s. Edmondo († 870), re dell’Estanglia, ossia dell’Inghilterra orientale, in tempi durissimi per tutta l’Inghilterra, aggredita continuamente dai danesi, martire, patrono d’Inghilterra, sepolto a Bury St. Edmund (a circa 50 km da Cambridge); è un santo più vivo nella memoria popolare d’Inghilterra: già durante il suo regno una moneta coniata viene chiamata “Penny di Sant’Edmondo”; al suo nome si è intitolata una congregazione di sacerdoti inglesi: i “Preti di Sant’Edmondo”.

 – In Vaticano, 29ª Conferenza internazionale sull’autismo, in programma fino al 22 novembre, dal titolo «La persona con disturbi dello spettro autistico: animare la speranza» e ridare lo slancio esistenziale anche a chi vive i casi più difficili, nonché per coloro – professionisti della salute, familiari, associazioni – che se ne prendono cura, organizzata dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (L’autismo è un disturbo neurocomportamentale che inizia in gravidanza durante il neurosviluppo, ha origine multifattoriale – sia genetica che ambientale – e si manifesta entro i primi tre anni di età permanendo per la vita; nel mondo, uno ogni 100-110 bambini ne è affetto; un’emergenza, coperta però da “un’imperscrutabilità e da diffuso rifiuto sociale”).

– A Roma, presso il Pontificio Collegio «Mater Ecclesiae», dal 20 al 22 novembre, 3° Congresso Mondiale dei Movimenti ecclesiali e delle nuove Comunità, che ha come tema La gioia del Vangelo: una gioia missionaria…,  promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici. Sulla scia dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, Papa Francesco chiama i movimenti a «essere veri protagonisti di una nuova tappa della missione evangelizzatrice della Chiesa, segnata dalla gioia», protesa verso le «periferie geografiche ed esistenziali del nostro mondo» e «vicina a tutti i poveri, sofferenti ed esclusi – prodotto amaro della ‘cultura dello scarto’ oggi dominante» (card. Stanisław Ryłko).

Giornata Universale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata dall’ONU e ratificata nel 1989 da 193 Stati, ad esclusione di Somalia e Stati Uniti, da osservare come un giorno di fraternità, di sensibilizzazione e di attività per la promozione del benessere dei bambini di tutto il mondo. A livello nazionale, iniziativa «In Farmacia per i Bambini», per la sensibilizzazione sui diritti dei bambini e per la raccolta di farmaci da banco e prodotti ad uso pediatrico: pannolini, pappe per lo svezzamento, medicazioni ed altri prodotti baby care; nelle Farmacie aderenti, centinaia di volontari distribuiscono la Carta dei Diritti dell’Infanzia e invitano i clienti ad acquistare i prodotti da donare ai bambini bisognosi in Italia e nelle Case Orfanotrofio in America Latina, un’azione di responsabilità sociale del farmacista con i suoi clienti.

– Al «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido,  adorazione eucaristica parrocchiale (ore 17-18).

▪ Venerdì 21 novembre: Presentazione della B. Vergine Maria al Tempio di Gerusalemme, memoria mariana attestata da uno dei vangeli apocrifi, cioè del Protovangelo di Giacomo, dove nel cap. VI, si racconta che all’età di un anno Maria viene presentata ai sacerdoti del Tempo dai suoi due genitori, Anna e Gioacchino, e pochi anni dopo fatta accedere all’interno, prendendo parte alla vita sacerdotale, fino al momento dell’incontro con Giuseppe; ricorrenza di origine devozionale, risalente al VI sec. in Oriente e al XIV sec. in Occidente, che dà risalto alla prima donazione totale che Maria fece di sé, divenendo modello di ogni credente che si consacra al Signore.

Pro orantibusGiornata «Pro Orantibus», istituita da Pio XII, con la quale la Chiesa vuole far conoscere le comunità monastiche/claustrali/contemplative sparse in tutto il mondo come il cuore pulsante di Dio per gli uomini e invitare a pregare per quelle con particolari necessità (La Giornata è legata alla memoria liturgia della Presentazione di Maria al Tempio, perché nel dono radicale di lei a Dio si riconosce pienamente l’ideale della vita consacrata).
– In Polonia, b. Franciszka Siedliska († 1902), religiosa polacca, fondatrice della Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia di Nazareth per provvedere agli emigrati dalla sua Patria, proclamata beata da Giovanni Paolo II nel 1989 (La sua tomba si trova nella Cappella della Casa Generalizia della Congregazione a Roma).

▪ Sabato 22 novembre: S. Cecilia (sec. II-III), vergine e martire, patrona della musica, dei musicisti e dei cantanti.
Giornata della Musica, un’opportunità per festeggiare tutte le forme d’arte legate all’ambiente musicale, per ricordare i nomi dei migliori artisti e compositori della storia e per promuovere gli ideali di pace e fratellanza tra popoli di culture diverse. – In Vaticano, udienza di Papa Francesco: nell’Aula Paolo VI, ai partecipanti al Convegno Missionario Nazionale organizzato dall’Ufficio per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese della Conferenza Episcopale Italiana (ore 9-); nella Sala Clementina, ai partecipanti al 3° Congresso Mondiale dei Movimenti ecclesiali e delle nuove Comunità (ore 11-); nell’Aula Paolo VI, ai partecipanti alla Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari su «La persona con disturbi dello spettro autistico: animare la speranza» (ore 11.45-: http://player.rv.va/rv.player01.asp?language=it&visual=VaticanTic&Tic=VA_AKKH8CD9).

Domenica 23 novembre: solennità della regalità universale di Cristo, Re delle intelligenze, dei cuori e delle volontà, e rinnovo della consacrazione dell’umanità al Sacro Cuore di Gesù.
Giornata nazionale di sensibilizzazione per creare una effettiva solidarietà tra i fedeli e i loro sacerdoti, garantendo a tutti loro le risorse necessarie ad un dignitoso sostentamento (Ci uniamo nella stima e nell’affetto per tutti i sacerdoti, impegnati nelle Comunità parrocchiali, affidati alle offerte dei fedeli e non – come molti pensano – allo Stato o addirittura al Vaticano…).
– S. Clemente I († 101), discepolo di s. Paolo e suo collaboratore a Filippi, 4o vescovo di Roma, papa (88-97), autore della Lettera indirizzata ai Corinzi per ristabilire tra loro la pace e la concordia.
– In Piazza S. Pietro a Roma, preghiera mariana dell’Angelus Domini e breve riflessione di Papa Francesco (ore 12-12.30: http://player.rv.va/rv.player01.asp?language=it&visual= VaticanTic&Tic=VA_WRCF6K84).

Buona settimana, Amici, intenti a far fruttare i talenti che il Signore ci dona!

Piotr Anzulewicz OFMConv




Bentornata la gratitudine

Bentornata tra noi, «scontenti inguaribili», intolleranti e insaziabili, la rara merce della gratitudine, una delle virtù più belle e una delle rose più stupende che possiamo far germogliare sul terreno delle nostre relazioni interpersonali! Il suo esprimersi è «la misura dell’umanità», tesa verso i grandi orizzonti, i vasti territori, fuori e oltre i confini razziali, culturali, sociali.

Gratitudine dei contadiniA pochi mesi dall’apertura dell’Esposizione Universale di Milano 2015, dedicata a «Nutrire il Pianeta: energia per la vita», la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace pubblica il Messaggio per la 64ª Giornata Nazionale del Ringraziamento (9.11.2014). Tra gli obiettivi, indicati nel testo, è quello di dire grazie ai contadini, alle famiglie rurali – testimoni concrete di un’alleanza e di un dialogo creativo e fecondo con la loro terra che la fanno fiorire e diventare per tutti noi feconda –, ai lavoratori immigrati presenti sul nostro territorio, «a tutti coloro che, lavorando con amore e passione la terra, ci forniscono un cibo buono e sicuro».

I presuli invitano a «dedicare un’attenzione speciale al tema del cibo, quale dono di Dio per la vita della famiglia umana. Così, nel ringraziare per i frutti della terra, ci rendiamo consapevoli di coloro che patiscono la fame. (…) La fame è minaccia per molti dei poveri della terra, ma anche tremendo interrogativo per l’indifferenza delle nazioni più ricche. Infatti, alla sottonutrizione di alcuni si affianca un dannoso eccesso di consumo di cibo da parte di altri. È uno scandalo che contraddice drammaticamente quella destinazione universale dei beni della terra (…). È una questione di giustizia, che pone gravi interrogativi in merito al nostro rapporto con la terra e con il cibo».

Lo scritto muove da un’immagine biblica: quella della felicità dell’uomo che «coltiva la terra, per poi mangiarne i frutti nella pace, benedicendo il Creatore per i suoi doni». Tuttavia, «il sistema agricolo contemporaneo – prosegue il Messaggio – appare spesso distante da tale immagine (…). Infatti, nelle zone agricole di grande vastità, l’attività tende spesso a coinvolgere sempre più reti di imprese e comporta l’uso di tecniche anche complesse (si parla di “agricoltura industriale”). La finanza poi, purtroppo, si comporta con il cibo come una pura merce, su cui scommettere per trarne profitto, a prescindere dal destino di chi di esso vive. E sulla terra si specula! La sua stessa disponibilità è a rischio: spesso essa è destinata ad altri scopi o diviene oggetto di una lotta commerciale tra le economie più forti. E non mancano le pressioni crescenti sul piano della legalità: la salubrità dei prodotti è minacciata da abusi e forme di inquinamento che talvolta neppure percepiamo».

Come uscire – si domandano i vescovi – da tale situazione? Come far sì che anche nella complessità contemporanea trovi espressione la realtà costitutiva di un’agricoltura che sia collaborazione all’azione del Dio provvidente, datore di vita?

Francesco - Rosliny«Il primo dato da tenere presente – afferma il Messaggio – è che anche il nostro rapporto con la terra è un fatto culturale. Si tratta, dunque, di educarci a pensare l’agricoltura come spazio in cui la giusta ricerca della remunerazione del lavoro s’intrecci con la solidarietà, l’attenzione per i poveri, la lotta contro lo spreco, con un’attiva custodia della terra. Occorre operare per dar forma ad un sistema agricolo che dia corpo a tali istanze, sviluppando e promuovendo un modello di produzione agricola che sia attento alla qualità e alla salvaguardia dei terreni, in modo da garantire effettiva sostenibilità. La Terra, in altre parole, va custodita come un vero e proprio bene comune della famiglia umana, dato per la vita di tutti. Essa deve mantenere come primaria la sua destinazione fondamentale – quella di essere, appunto, fonte di cibo per i suoi abitanti».

«Educarci alla custodia della terra significa adottare comportamenti e stili di vita in cui l’uso del cibo e dei prodotti alimentari sia più attento e lungimirante. Con le nostre scelte di acquisto del cibo possiamo offrire sostegno alle produzioni locali. Spesso è il modo di acquistare di ognuno di noi che decide il futuro di una piccola cooperativa locale, come a decidere del futuro dei nostri territori è anche – in prospettiva nazionale – il dato in aumento degli studenti che frequentano le scuole agrarie e il crescente dato di occupazione in agricoltura. Sono segnali positivi che spingono a privilegiare le coltivazioni biologiche e sostenibili, dedicando anche più attenzione a cosa mangiamo. È saggezza privilegiare la qualità rispetto alla quantità, sapendo che – nei prodotti a forte impatto ambientale e sociale – la qualità aiuta la sostenibilità».

«Altrettanto importante è agire nelle nostre famiglie, per ridurre ed eliminare lo spreco alimentare, che nelle società agiate raggiunge livelli inaccettabili. Papa Francesco ha più volte denunciato la “cultura dello scarto”, cultura che “tende a diventare mentalità comune che contagia tutti”, rendendoci “insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari, che sono ancora più deprecabili quando in ogni parte del mondo, purtroppo, molte persone e famiglie soffrono fame e malnutrizione. [… ] Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri parametri economici. Ricordiamo bene però che il cibo che si butta via è come se venisse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame!”».

Siamo consumatori, ma anche cittadini attivi e responsabili. Ecco dunque alcune scelte che i presuli indicano alle nostre comunità, frutto della benedizione del cibo:

Ø coltivare la terra in forme sostenibili, per nutrire il Pianeta con cuore solidale;

Ø adottare comportamenti quotidiani basati sulla sobrietà e la salubrità nel consumo del cibo;

Ø rendere grazie a Dio e ai fratelli umilmente (da humus = terra) per il dono che ogni giorno riceviamo dalla terra e dal lavoro dell’uomo, in modo tale da tutelarli anche per le prossime generazioni.

«Ci sarà prezioso, nel compiere questo percorso di speranza – scrivono i vescovi – rileggere il piccolo Libro di Rut. Così è scritto: “Il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio” (Rt 1,16). È una storia di persone fragili che – operando in solidarietà e condivisione – giungono a costruire vita buona, basata sull’istituto della spigolatura, al fine di coniugare l’attenzione per il povero e il contrasto allo spreco. Così, quella vicenda di dolore diventa una storia di speranza, che riesce a trovare vie d’uscita anche dalle situazioni difficili e disperate: “È nato un figlio a Noemi!” (Rt 4, 17)».

Francesco - SoleLa Giornata Nazionale del Ringraziamento ci invita a rendere grazie a Dio per i frutti del lavoro agricolo e nello stesso tempo ci incoraggia a impegnarci per sconfiggere il flagello della fame, promuovendo in ogni parte del globo la giustizia e la solidarietà. Tutto è dono: lo splendore del mondo sensibile, la gioia e la felicità del mondo interiore. La risposta della ragione al dono è la gratitudine.

Laudate, benedicite, mi Signore, e ringraziate e serviteli cun grande umilitateè la stupefacente conclusione dello Cantico delle creature di s. Francesco d’Assisi. Ringraziate. Ecco l’Eucaristia, il supremo ringraziamento di tutto l’universo compaginato attorno all’unico dorsale: Signore Gesù. Ogni giorno doniamogli una parola: «Grazie». E lo stesso facciamo poi con quelli di casa, di chiesa, di scuola, di lavoro. Lo facciamo in silenzio e con un sorriso. Grazie, Signore Gesù. Grazie, fratello. Grazie, amico. Grazie, agricoltore.

Leggi il testo integrale del Messaggio: http://www.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_cei/2014-10/17-3/Messaggio%20Giornata%20Ringraziamento%202014.pdf

Schede della settimana

Giornata di ringraziamento & Giornata a favore della tolleranza

(9-16.11.2014)

Domenica 9 novembre: Dedicazione della basilica di S. Giovanni in Laterano, cattedrale del Papa, chiesa “madre e capo di tutte le chiese dell’Urbe e dell’orbe”, pubblicamente consacrata da Papa Silvestro il 9 novembre 324, col nome di basilica del Santo Salvatore (Nel corso del sec. XII, per via del suo battistero, che è il più antico di Roma, fu dedicata a s. Giovanni Battista; donde la sua corrente denominazione di basilica di S. Giovanni in Laterano; per più di 10 secoli, i papi ebbero la loro residenza nelle sue vicinanze e fra le sue mura si tennero 250 Concili, di cui 5 ecumenici; semidistrutta dagli incendi, dalle guerre e dall’abbandono, venne ricostruita sotto il Gratitudine (donna)pontificato di Benedetto XIII [† 1730] e di nuovo consacrata nel 1726; per tutti i cristiani, reduci dalle “catacombe”, essa fu il luogo dove finalmente potevano adorare e onorare pubblicamente Cristo Salvatore del mondo). – 64ª Giornata Nazionale di Ringraziamento per i raccolti di fine stagione: un omaggio pubblico che si rinnova al termine dell’annata agraria e un’occasione straordinaria per «rigenerare la consapevolezza che il creato – le piante, gli animali, i fiumi, le pianure, le colline, i campi – è il dono di Dio Creatore e il luogo dove egli continua a benedire la vita dell’uomo attraverso la varietà dei frutti. – 25° anniversario della caduta del «Muro di Berlino» (8-9.11.1989), «simbolo della divisione ideologica dell’Europa e del mondo intero»; a Berlino, il Convegno «Un incoraggiamento a respirare con entrambi i polmoni», organizzato dalla Conferenza episcopale tedesca, con tre tavole rotonde: «La caduta del Muro di Berlino e le sue conseguenze», «La fine del comunismo. Inizio di cosa?» e «Esperienze europee e prospettive 25 anni dopo la caduta del Muro. Ecclesia in Europa» (8 novembre), e il Concerto nella cattedrale di S. Edvige (9 novembre). – A Roma, in Piazza S. Pietro, la preghiera dell’Angelus guidata da Papa Francesco (ore 12-12.30: http://player.rv.va /rv.player01.asp?language=it&visual=VaticanTic&Tic=VA_HAYIUAAM).

 Lunedì 10 novembre: S. Leone I, detto Magno († 461), papa e dottore della Chiesa, che affermò con fede luminosa la divinità di Cristo e la sua umanità: Cristo, Figlio del Dio vivente e figlio di Maria, uomo come noi (Il Concilio di Calcedonia presso Bisanzio [451], quarto ecumenico, approvò solennemente la dottrina delle due nature: Dio si è rivelato a noi nel Figlio, e il Figlio è un uomo che è vissuto in mezzo a noi, ha sofferto, è morto, è risorto. Questo Figlio è l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega, l’erede di tutto, colui che realizza tutte le promesse di Dio, colui per mezzo del quale Dio aveva creato l’universo, il Figlio del Dio vivente, “irradiazione della gloria del Padre”, espressione del suo essere, “impronta della sua sostanza”, sorgente incessante di vita eterna). – Presso la Domus Pacis in S. Maria degli Angeli ad Assisi, 67ª assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (10-13 novembre) intorno alla formazione continua dei presbiteri nell’orizzonte della loro conversione e della loro «riforma», e non solo del loro aggiornamento teologico-pastorale.

▪ Martedì 11 novembre: S. Martino di Tours († 397), santo più popolare che la Francia abbia avuto nell’antichità e nel Medio Evo, padre del monachesimo occidentale e grande apostolo delle Gallieprimo confessore non martire ad essere venerato con rito liturgico, patrono dell’Arma di Fanteria, dell’Esercito e di tanti comuni italiani [Ancora soldato e catecumeno, egli rivelò la sua carità evangelica dando metà del suo mantello militare a un povero assiderato dal freddo. Quella stessa notte vide in sogno Gesù che, rivestito del suo mantello, diceva ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato: egli mi ha vestito!». Quando Martino si risvegliò, trovò il suo mantello integro.Dopo il battesimo, all’età di 22 o 23 anni, si mise sotto la guida di s. Ilario (339) e fondò a Ligugè, presso Poitiers, un monastero (360), il primo in Occidente. Ordinato sacerdote e vescovo di Tours (372), si fece apostolo delle popolazioni rurali con l’aiuto dei monaci del grande monastero di Marmoutiers (Tours). Unì alla comunicazione del Vangelo un’incessante opera di elevazione sociale dei contadini e dei pastori. La sua figura ha fondamentale rilievo nella storia della Chiesa in Gallia].

Josafat Kuncewicz▪ Mercoledì 12 novembre: S. Giosafat Kuncewicz († 1623), monaco basiliano, priore, abate e arcivescovo di Vitebsk e di Polock in Polonia-Bielorussia, simbolo di una Russia ferita dalle lotte tra ortodossi e uniati, gloria e sostegno degli slavi orientali, «rapitore delle anime», protomartire dell’unione della Chiesa greco-ortodossa con quella cattolica romana o latina, patrono degli ecumenisti (A causa del suo operato nel 1623 un gruppo di ortodossi lo assalì e lo uccise a colpi di spada e di moschetto, a soli 43 anni di età. Il suo corpo, dopo la seconda guerra mondiale, venne traslato a S. Pietro in Vaticano dove, dal 25 novembre 1963, è collocato nell’urna in vetro posta sotto l’altare di s. Basilio Magno). – In Vaticano, incontro di Papa Francesco con gruppi di fedeli e pellegrini in occasione dell’Udienza generale per la catechesi del mercoledì (ore 10.25-12: http://player.rv.va/rv.player01.asp?language=it&visual=VaticanTic&Tic=VA_HAYIUAAM). – In Polonia, festa nazionale del Giorno dell’Indipendenza, in cui si commemora l’anniversario della seconda Repubblica, 123 anni dopo la spartizione nel 1795 da parte di Russia, Prussia e Austria (il programma delle celebrazioni prevede l’alzabandiera, il discorso del presidente e una parata militare a Varsavia). – Al «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido, 60° compleanno di P. Andrea Buzor, viceparroco e tesoriere del Circolo Culturale San Francesco.

▪ Giovedì 13 novembre: A Roma presso S. Pietro, s. Niccolò I († 867), papa, detto Magno (il titolo attribuito, oltre a lui, soltanto ai pontefici Leone I e Gregorio I), che si impegnò con vigore apostolico a rafforzare l’autorità del Romano Pontefice, davanti alle rivendicazioni autonomiste di diverse Chiese nazionali e provinciali, e davanti all’imperatore di Bisanzio e alla Chiesa greca, sepolto in S. Pietro (secondo Niccolò, il papato era l’unica istituzione che poteva reggere in quell’epoca di barbarie e di indebolimento dell’autorità civile e, di conseguenza, anche sociale). – A Roma, nel Palazzo della Cancelleria, Convegno su «Il sigillo confessionale e la privacy pastorale», organizzato dalla Penitenzieria Apostolica («E’ vietato al confessore di tradire, anche parzialmente, il penitente con parole o in qualsiasi altro modo e per qualsiasi causa»: can. 983; «La confessione individuale ed integra e l’assoluzione costituiscono l’unico modo ordinario con cui il fedele, consapevole del peccato grave, è riconciliato con Dio e con la Chiesa»: cann. 959-960; «Non basta chiedere perdono al Signore nella propria mente e nel proprio cuore, ma è necessario confessare umilmente e fiduciosamente i propri peccati al ministro della Chiesa»: Papa Francesco durante l’Udienza generale del 19 febbraio scorso; i cristiani battezzati hanno la certezza di ricevere il perdono di Dio esclusivamente accostandosi al Sacramento della Penitenza/Confessione/Riconciliazione). – Al «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido, Adorazione eucaristica parrocchiale (ore 17-18).

▪ Venerdì 14 novembre: A Gerusalemme, ss. Nicola Tavelić e Compagni: Deodato Aribert, Stefano da Cuneo e Pietro da Narbonne, sacerdoti dell’Ordine francescano, martiri, che furono arsi nel fuoco per aver predicato coraggiosamente nella piazza la religione cristiana davanti ai Saraceni, professando con fermezza Cristo Figlio di Dio († 1391). ). – In Vaticano, nella Sala Stampa della Santa Sede, presentazione del Congresso Mondiale dei Movimenti ecclesiali e delle nuove Comunità sul tema: «La gioia del Vangelo – una gioia missionaria», in corso a Roma dal 20 al 22 novembre (ore 12-11: http://player.rv.va/rv.player01.asp?language=it&visual= VaticanTic&Tic=VA_MGD7JWB6). – Inizio del triduo in preparazione alla festa di s. Elisabetta d’Ungheria († 1231), principessa ungherese, terziaria francescana e patrona principale del Terz’Ordine Regolare di S. Francesco (TOR), dell’Ordine Francescano Secolare (OFS) e della Fraternità secolare presso la chiesa e il convento «Sacro Cuore» di Catanzaro Lido.

Alberto Magno▪ Sabato 15 novembre: A Colonia, in Germania, s. Alberto Magno († 1280), conosciuto anche come Alberto il Grande, domenicano, vescovo, considerato il più grande filosofo e teologo tedesco del medioevo sia per la sua grande erudizione che per il suo impegno nel tenere distinto l’ambito filosofico da quello teologico, «dottore universale» della Chiesa, maestro di s. Tommaso d’Aquino, dichiarato nel 1941 da Pio XII patrono dei cultori di scienze naturali. – In Vaticano, nell’Aula Paolo VI, incontro di Papa Francesco con i partecipanti al Convegno commemorativo dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, in occasione del 70° di fondazione.  – A Roma, «Family Act: insieme per la vita e per la famiglia», una manifestazione a cui hanno aderito diverse organizzazioni: dal Forum delle Associazioni Familiari all’Associazione Nuovi Orizzonti; dall’Alleanza Evangelica Italiana al Movimento Cristiano Riformisti. – A Brisbane, in Australia, oggi e domani, vertice del G20, la riunione annuale dei principali Paesi sviluppati ed emergenti, concentrato non solo sugli sforzi per rilanciare un progetto di crescita sostenibile dell’economia mondiale ed allontanare “lo spettro della recessione globale”, ma anche sull’evasione fiscale, crisi politiche internazionali ed emergenze umanitarie. «Vorrei chiedere ai capi di Stato e di Governo del G20 – scrive Papa Francesco nella lunga lettera inviata al primo ministro australiano, Tony Abbot, che ospita la riunione – di non dimenticare che dietro le discussioni politiche e tecniche sono in gioco molte vite (…). Troppe donne e uomini – prosegue – soffrono a causa di grave malnutrizione, per la crescita del numero dei disoccupati, per la percentuale estremamente alta di giovani senza lavoro e per l’aumento dell’esclusione sociale che può portare a favorire l’attività criminale e perfino il reclutamento di terroristi», senza contare – annota – la «costante aggressione all’ambiente naturale, risultato di uno sfrenato consumismo e tutto questo produrrà serie conseguenze per l’economia mondiale». Il Papa entra poi in alcune delle contingenze più calde del momento. «Il mondo intero – sostiene – si attende dal G20 un accordo sempre più ampio che possa portare, nel quadro dell’ordinamento delle Nazioni Unite, a un definitivo arresto nel Medio Oriente dell’ingiusta aggressione rivolta contro differenti gruppi, religiosi ed etnici, incluse le minoranze». La crisi in quello scacchiere sollecita – dice – un «accordo» che porti a «eliminare le cause profonde del terrorismo, che ha raggiunto proporzioni finora inimmaginabili» e che ha come carburante «la povertà, il sottosviluppo e l’esclusione». La soluzione in questo caso – ribadisce Papa Francesco – «non può essere esclusivamente di natura militare», ma deve concentrarsi «su coloro che in un modo o nell’altro incoraggiano gruppi terroristici con l’appoggio politico, il commercio illegale di petrolio o la fornitura di armi e tecnologia». Accanto a questo – soggiunge – urge uno «sforzo educativo» e «una consapevolezza più chiara che la religione non può essere sfruttata come via per giustificare la violenza». Inoltre, la situazione in Medio Oriente ripropone «il dibattito sulla responsabilità della comunità internazionale di proteggere gli individui e i popoli da attacchi estremi ai diritti umani e contro il totale disprezzo del diritto umanitario». Tuttavia, sono anche di altro tipo le aggressionicontro i quali i Paesi del G20 dovrebbero munirsi e intervenire. Si tratta – stigmatizza il Papa – degli «abusi nel sistema finanziario», quelle «transazioni che hanno portato alla crisi del 2008 e più in generale alla speculazione sciolta da vincoli politici o giuridici e alla mentalità che vede nella massimizzazione dei profitti il criterio finale di ogni attività economica». «Una mentalità, nella quale le persone sono in ultima analisi scartate, non raggiungerà mai la pace e la giustizia», è la considerazione di Papa Francesco che sottolinea come i vari conflitti lascino «profonde cicatrici» e producano «in varie parti del mondo situazioni umanitarie insopportabili».

Domenica 16 novembre: A Napoli, s. Giuseppe Moscati († 1927), medico «che ha fatto della professione una palestra di apostolato, una missione di carità, uno strumento di elevazione di sé, e di conquista degli altri a Cristo»; professore universitario «che ha lasciato tra i suoi alunni una scia di profonda ammirazione non solo per l’altissima dottrina, ma anche e specialmente per l’esempio di dirittura morale, di limpidezza interiore, di dedizione assoluta data dalla cattedra; scienziato d’alta scuola, noto per i suoi contributi scientifici di livello internazionale, per le pubblicazioni e i viaggi, per le diagnosi illuminanti e sicure, per gli interventi arditi e precorritori» (Paolo VI),  canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1987, come straordinaria figura di laico cristiano, al termine del Sinodo dei Vescovi «sulla vocazione e missione dei laici nella Chiesa». – 19ª Giornata Internazionale a favore della Tolleranza, insegnata, comunicata, appresa e nutrita, dentro e fuori la scuola, come «il vincolo che ci manterrà uniti nel viaggio comune verso un futuro pacifico e sostenibile» (Ban Ki-moon), abbandonando ogni pregiudizio, indifferenza, odio, pulizia etnica, disprezzo, ingiustizia, violenza, terrorismo, estremismo, emarginazione e discriminazione delle minoranze e dei migranti, creando una rete di solidarietà globale in grado di affrontare le sfide comuni e rinnovando l’impegno al dialogo interculturale, alla comprensione tra tutti i popoli e le comunità, al rispetto reciproco per la ricchezza della diversità umana, anche attraverso partenariati con i media e programmi di scambi giovanili. – In Piazza S. Pietro a Roma, preghiera mariana dell’Angelus Domini e breve riflessione di Papa Francesco (ore 12-12.30: http://player.rv.va /rv.player01.asp?language=it&visual=VaticanTic&Tic=VA_HAYIUAAM). – A Vilnius, in Lituania, S. Maria della Porta dell’Aurora (Aušros Vartai) o Madre della Misericordia (Nel 1970, nelle grotte della basilica di S. Pietro in Vaticano, è stata benedetta una cappella lituana, nel cui altare è raffigurato un mosaico in cui il papa Paolo VI benedice l’immagine della Madre della Misericordia della Porta dell’Aurora). – In Scozia, s. Margherita († 1093), «modello di madre e di regina per bontà e saggezza». – In Germania, s. Geltrude (Gertrude), detta la Grande († 1302), cistercense di Helfta, donna di profonda cultura anche profana, mistica, tenera devota dell’’umanità di Cristo (precorse il culto al Sacro Cuore di Gesù). – Ad Assisi, s. Agnese († 1253), sorella minore di s. Chiara, fondatrice del secondo monastero delle clarisse, quello di Monticelli a Firenze.

Amici, la fede ci permette di vedere tutto come dono e ci stabilisce nella gratitudine, riportandoci grati nella comunità dei fratelli dove c’è Cristo a rendere grazie. Auguriamoci una settimana intessuta di gratitudine, di riconoscenza, di accettazione e di accoglienza dell’altro che in nome di qualcosa di più alto, che è la vita, ricomprende le diversità delle correnti in un sentimento serafico di consapevolezza (tolleranza).

Piotr Anzulewicz OFMConv




«Io lo vedrò»

La solennità di Tutti i Santi, celebrata ieri, si riverbera nella commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti di oggi. Una continuità che ci fornisce la chiave interpretativa: condividendo la gioia dei santi, con fede-speranza ci si sofferma sull’ultimo tratto del nostro cammino terrestre: la morte, intesa non come un brutale assalto dall’esterno, una terrificante distruzione o interruzione del filo della vita, una gravissima sciagura o disgrazia senza rimedio, una violenta privazione delle proprie potenzialità, ma come una possibilità della consegna radicale di noi stessi nelle mani di Dio-Amore, un compimento dell’amore vissuto durante la vita, un transito dalla vita segnata dalla finitezza-caducità-provvisorietà-apparenza alla vita vera, piena, eterna, duratura, senza corruzione, precarietà e fine, un evento dell’incontro con la bellezza del Signore della beatitudine, felicità, pace.

Francesco morenteÈ una notizia buona, meglio: straordinaria, che il Cristo risorto ci offre anche nel momento più impegnativo, cruciale e misterioso del nostro percorso: la morte, che frate Francesco d’Assisi definiva «nostra sora corporale da la quale nullu homo vivente po’ skappare» (Cantico delle creature, v. 12). Questa notizia ci riempie di speranza. La nostra vita è allora una caccia al tesoro: l’eterno. Non possiamo sbagliare l’obiettivo e la strada e giocare male la nostra libertà, essere ciechi e sordi, impreparati e inconsapevoli. Ci viene dato un tempo, anche quello supplementare, per imparare… Avanzando, nella vita e negli anni, possiamo renderci conto che non siamo stati pensati e chiamati all’esistenza per stare in questo mondo, ma che la nostra meta è il «Dio vivente». Noi siamo “la sua gloria”: siamo la sua gioia quando ci creava e saremo la sua felicità quando potrà accoglierci presso di sé, nel momento della nostra morte. Siamo immortali fin dal giorno del nostro concepimento!

Ora siamo in cammino. Anno dopo anno, si fa largo il pensiero della morte, come “fine dello stato di peregrinazione” e cessazione del tempo delle decisioni. Ce lo ricorda anche un saluto: «Memento mori» – Ricordati che devi morire. Sì, questa memoria della morte, e soprattutto della nostra morte personale, è un’esperienza pedagogica, e non è un esercizio macabro o spettacolo tragicomico dell’incoerenza umana, come taluni intendono! Mentre cresce in noi questa esperienza di accompagnamento alla morte, la luce della fede nel Signore risorto ci sostiene e ci aiuta a guardare oltre l’orizzonte mondano, per posare il nostro sguardo sull’orizzonte di Dio. È guardando al di là del visibile che riceviamo la luce e la forza di vivere nel mondo senza perdere la speranza.

Cmentarz na Rossie (Matka i serce syna)Il nostro sguardo posato in Dio ci fa scorgere che tanti amici e parenti già vivono in lui. Poco per volta avanzando nella vita abbiamo più amici, parenti e conoscenti al di là della morte che al di qua, dove ci troviamo ancora noi. È un grande dono continuare a incontrare i nostri defunti in Dio e a sentire la loro intercessione orante per noi, ma soprattutto oggi è un dono la preghiera per loro, perché la misericordia e compassione di Dio abbia pietà di tutti: «di questi che sono nella Grande Tribolazione ed anche dei distruttori che – disse ieri Papa Francesco al Cimitero romano del Verano – si impadronisco di tutto, si credono dio, devastano la vita, le culture, i valori e scartano i poveri che chiedono pane». La nostra preghiera per loro è parte integrale della nostra fede che ci fa credere che la Chiesa, quella peregrinante e quella gloriosa, è un corpo solo in Cristo vivo, risorto dai morti. Tantissimi sono già partecipi di quella gloriosa, uniti irreversibilmente a lui, nel cielo, al cospetto di Dio, ma ci siamo anche noi, in cammino, in attesa di essere «rapiti» nel «giorno senza tramonto».

Oggi siamo invitati a pregare per tutti i fedeli defunti: quelli del passato, come dell’oggi, di ogni cultura, popolo, religione e nazione, quelli di tutte le guerre e di tutte le violenze, morti sulle strade, negli ospedali, nelle case, nelle piccole e grandi città, nel mare e nel deserto, mentre cercavano una vita più degna; per tutti i morti, senza esclusione di nessuno, affinché il Signore della vita doni loro la vita in pienezza, senza più fatica e dolore, senza più croci e calvari, senza il «pungiglione della morte» (1 Cor 15,56). Attraverso l’intercessione di Maria, Nostra Signora del Suffragio, chiediamo al Signore di accoglierli tutti nel suo amore e di comunicare a ciascuno la pienezza della sua vita, e se non basta chiudere un occhio, speriamo che ne chiuda due… Questa preghiera, simbolo di fede, ci unisce insieme. È commovente pensare che un giorno qualcuno di loro pregherà per noi, quando avremo solcato la soglia della morte e saremo entrati nella vita eterna.

Sole (Francesco)La loro commemorazione ci invita anche a fare memoria di ciò che siamo e di ciò che saremo, quando «tutti riuniti in Cristo», finalmente potremo dire con le parole del biblico Giobbe, uomo di mirabile pazienza e santità, «retto e timorato di Dio» (Gb 1,1; 2,3): «Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro» (ivi, 19,26-27), felicità senza limiti, vita nella sua massima concentrazione, amore nella sua abissale intensità. Sia così davvero per tutti! Nessuno vada perduto. Tutti siano trasformati nella fornace dell’Amore di Dio. Ed ogni istante di noi – immerso nella sua misericordia – profumi di vita in pienezza.

Schede della settimana (2-9 novembre)

◊ Domenica 2 novembre: Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti. Siamo invitati a pregare per tutti i morti: quelli del passato, come dell’oggi, di ogni cultura, popolo, religione e nazione, quelli di tutte le guerre e di tutte le violenze, morti sulle strade, negli ospedali, nelle case, nelle piccole e grandi città, nel mare o nel deserto, senza esclusione di nessuno, affinché il Signore della vita doni loro la vita in pienezza, senza più fatica e dolore, senza più croci e calvari, senza il «pungiglione della morte» (1 Cor 15,56). Li «commemoriamo» celebrando per loro e con loro il «memoriale della nostra salvezza», la Pasqua del Signore, che attira ogni vita nel presente eterno del suo amore, dove nulla di noi va perduto. – Ci sintonizziamo su Tv 2000, visibile sul canale digitale terrestre 28, o sul Vatican Player (http://player.rv.va/rv.player01.asp?language=it&visual=VaticanTic&Tic=VA_E78IJEOT) con Papa Francesco che alle ore 12, in Piazza S. Pietro a Roma, recita l’Angelus e alle ore 18 scende nelle Grotte Vaticane per un momento di preghiera silenziosa per i sommi pontefici defunti.

▪ Lunedì 3 novembre: S. Martino de Porres († 1639), peruviano, figlio di un “conquistatore” spagnolo e di una donna nera, fratello cooperatore dell’Ordine dei Predicatori, fondatore di un collegio per istruire i bambini poveri: il primo del Nuovo Mondo, canonizzato nel 1962 da Giovanni XXIII come il primo santo di colore della Chiesa cattolica e proclamato nel 1966 da Paolo VI patrono dei barbieri e dei parrucchieri e, in Perù, della giustizia sociale. – Nella basilica di S. Pietro in Vaticano, Messa di Papa Francesco in suffragio dei cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno (ore 11.30-).

▪ Martedì 4 novembre: S. Carlo Borromeo († 1584), vescovo di Milano, uomo della preghiera, delle lacrime e della penitenza intesa come appassionata partecipazione alle sofferenze di Cristo, al suo entrare nel peccato del mondo: disobbedienza, ribellione, rifiuto, logica del tornaconto… (in modo speciale pensiamo, oltre al nostro Arcivescovo, a Papa Francesco, intrepido e noncurante di sé, che accoglie tutti e con coraggio e franchezza annuncia la verità del Vangelo: la logica della gratuità/dell’amore gratuito, disinteressato, oblativo).

▪ Mercoledì 5 novembre: Commemorazione di Tutti i Defunti dell’Ordine serafico. Una giornata di particolare preghiera per il suffragio di tutti i confratelli (frati e terziari), consorelle (monache, suore e terziarie), parenti, amici e benefattori defunti, scomparsi nel corso dell’anno. Sono i defunti “di famiglia” (a tutti ci lega un vincolo di carità, di ricordo, di affetto. A tutti, e non solo a quelli di loro che abbiamo conosciuto e amato, ci rendiamo vicini con il nostro pensiero). – A Roma, udienza generale di Papa Francesco con i pellegrini convenuti in Piazza S. Pietro (ore 10.30-12).

▪ Giovedì 6 novembre: S. Leonardo di Limoges († ca. 545), abate francese, eremita, uno dei santi più venerati in Europa, soprattutto all’epoca della 1ª Crociata, molto raffigurato nell’arte, patrono dei carcerati, fabbricanti di catene, di fermagli, fibbie ecc., invocato per i parti difficili, mali di testa e malattie dei bambini, contro la grandine ed i banditi (a lui si rivolgono anche gli obesi). – Ritiro del Clero dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace. – Adorazione eucaristica parrocchiale del 1° giovedì del mese (ore 17-18).

▪ Venerdì 7 novembre: A Echternach, nel territorio dell’odierno Lussemburgo, deposizione di s. Villibrordo († 739), di origine inglese, vescovo di Utrecht, apostolo della Frisia (i Paesi Bassi, compresi Lussemburgo e Fiandre), fondatore di numerose sedi episcopali e monasteri. – A Padova, s. Prosdocimo (II sec.), protovescovo e patrono di questa città euganea, probabile evangelizzatore di tutta la Venezia occidentale, inviato dallo stesso s. Pietro (la più bella immagine del Santo venne dipinta da un padovano, il grande quattrocentista Andrea Mantegna). – Adorazione eucaristica parrocchiale del 1° venerdì del mese (ore 17-18).

▪ Sabato 8 novembre: B. Giovanni Duns Scoto († 1308), francescano scozzese, famoso per acume, sottigliezza d’ingegno e di pietà nelle scuole di Canterbury, Oxford, Parigi e Colonia, chiamato “Dottore sottile”, beatificato nel 1993 da Giovanni Paolo II e definito da lui «cantore del Verbo incarnato e difensore dell’immacolata concezione di Maria» (nel primo caso, Duns Scoto avanzò un pensiero “sorprendente”: Cristo – disse – «si sarebbe fatto uomo anche se l’umanità non avesse peccato»; nel secondo caso, asserì che per Maria agì la «redenzione preventiva»: la Madre, cioè, fu il «capolavoro» della redenzione operata dal Figlio e per questo fu «preservata dal peccato originale»; il 7 luglio 2010 Benedetto XVI ha dedicato a lui la catechesi dell’udienza nell’Aula Paolo VI in Vaticano).

◊ Domenica 9 novembre: Dedicazione della basilica di S. Giovanni in Laterano, cattedrale del Papa, chiesa “madre e capo di tutte le chiese dell’Urbe e dell’orbe”, la prima in assoluto di tutte le chiese del mondo ad essere pubblicamente consacrata, dal papa Silvestro il 9 novembre 324, col nome di basilica del Santo Salvatore (nel corso del sec. XII, per via del suo battistero, che è il più antico di Roma, fu dedicata a s. Giovanni Battista; donde la sua corrente denominazione di basilica di S. Giovanni in Laterano; per più di 10 secoli, i papi ebbero la loro residenza nelle sue vicinanze e fra le sue mura si tennero 250 Concili, di cui 5 ecumenici; semidistrutta dagli incendi, dalle guerre e dall’abbandono, venne ricostruita sotto il pontificato di Benedetto XIII e di nuovo consacrata nel 1726; per tutti i cristiani, reduci dalle “catacombe”, essa fu il luogo dove finalmente potevano adorare e onorare pubblicamente Cristo Salvatore del mondo). – Giornata di Ringraziamento per i frutti del lavoro umano. – 25° anniversario della caduta del «Muro di Berlino» (1989), avvenimento simbolo di nuovi rapporti fra i popoli. – A Roma, in Piazza S. Pietro, la preghiera dell’Angelus guidata da Papa Francesco (ore 12).

Amici, siamo ormai entrati nel vivo del mese di novembre, in cui siamo invitati a intraprendere un vero e proprio «pellegrinaggio», personale e comunitario, spirituale e comportamentale, pastorale e dottrinale, nella conoscenza della Parola di Dio nell’impegno della carità, in attesa di essere «rapiti» nel «giorno senza tramonto»: «pienezza dell’amore e delle buone opere» (Benedetto XVI).

Piotr Anzulewicz OFMConv